Mistero in Australia. Da una telefonata alla presunta lettera Mercedes

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Mentre Hamilton continuava a chiedere di non correre, il boss Mercedes Wolff voleva il contrario. Poi l’improvvisa telefonata.

La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Marcus Valeur/Mercedes)
La Mercedes di Lewis Hamilton in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Marcus Valeur/Mercedes)

Deve essere successo proprio di tutto all’interno del Crown Hotel di Melbourne dove a quanto pare si sono decise le sorti del weekend di gara che da lì a poco avrebbe dovuto prendere avvio.

Se McLaren con un caso di positività al Coronavirus era ovvio che votasse per la sospensione, altrettanto lecita possiamo definire la scelta di aggregarsi della Ferrari, viste le sue prestazioni insoddisfacenti dell’inverno, e della sorellina Alfa Romeo, mentre ha destato clamore quella della Mercedes.

Ma cosa è successo? Nelle ore precedenti al responso definitivo Lewis Hamilton era saltato da una tv all’altra dichiarando che non ci sarebbe mai dovuto essere un gran premio e che la salute pubblica doveva venire al primo posto. Ebbene, negli stessi momenti il suo capo sosteneva esattamente l’opposto. A quanto pare Toto Wolff  avrebbe voluto proseguire come nulla fosse, poi però il colpo di scena.

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Se sembrava scontato che almeno le prime due sessioni di prove libere del venerdì si sarebbero disputate normalmente, una chiamata improvvisa dall’Europa ha bloccato tutto e soprattutto ha fatto cambiare idea al manager delle Frecce d’Argento.

Dall’altra parte del telefono c’era Ola Kallenius, il Presidente della Daimler che, spaventato dalle news provenienti dalla scuderia di Woking, intimava l’alt per evitare il diffondersi del contagio.

E qui il giallo di infittisce, perché come riportato da Motorsport.com che aveva un inviato in circuito, prima dell’effettiva cancellazione della corsa sarebbe stata inviata ai giornalisti una mail secondo cui Stoccarda diceva di aver mandato “una lettera alla FIA e alla F1 domandando lo stop all’attività per il bene della salute fisica e mentale della comunità”. Una mossa questa, che ha fatto alterare e non poco la concorrenza, visto che così facendo la Mercedes si è voluta prendere i meriti di una decisione invece condivisa.

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff (Foto Mercedes)
Il team principal della Mercedes, Toto Wolff (Foto Mercedes)

Chiara Rainis