Coronavirus, Lamborghini chiude: priorità alla salute dei dipendenti

Lamborghini chiude lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese in seguito all’allarme coronavirus. Produzione bloccata fino al 25 marzo.

Stefano Domenicali
Stefano Domenicali (getty images)

La Lamborghini ha deciso di chiudere lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese per difendere la salute dei suoi 1.800 dipendenti dalla pandemia di Coronavirus. La produzione viene fermata fino al 25 marzo nella fabbrica emiliana dove vengono realizzati tutti i modelli: Huracan, Aventador e la suv Urus.

Stefano Domenicali ha deciso di di andare oltre le disposizioni fissate dal Governo, che non ha imposto la chiusura delle fabbriche. La Lamborghini è reduce dall’anno migliore della sua storia: nel 2019 ha consegnato 8.205 auto, contro le 5.750 del 2018, e per il 2020 era previsto un miglioramento. Questa situazione potrebbe rallentare la produzione e le consegne nel mondo.

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Il comunicato dei vertici aziendali

“Questa misura è un atto di responsabilità sociale e di grande sensibilità nei confronti delle nostre persone, per la situazione di emergenza che stiamo vivendo in Italia in questi giorni e che si sta sviluppando anche all’estero” – ha dichiarato il presidente e amministratore delegato della Lamborghini Stefano Domenicali – “Come già fatto finora, continuiamo a monitorare la situazione per reagire in maniera rapida ed efficace col supporto dei nostri collaboratori e per poter ripartire con energia nel momento giusto”.

Una decisione tutta interna all’azienda che mette in secondo piano le entrate economiche per garantire la sicurezza dei suoi dipendenti. “Noi abbiamo sempre seguito le direttive dei decreti del nostro premier ma in questo momento – ha aggiunto Stefano Domenicali – ci è sembrato giusto prendere questa decisione a tutela dei nostri collaboratori e delle loro famiglie. Nel momento in cui l’emergenza sarà finita e si ripartirà saremo pronti ad affrontare le nuove sfide del mercato che sicuramente saranno molto importanti e impegnative”.

Lamborghini supercar (getty images)