L’ex patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, accusa la gestione del Mondiale a quattro ruote di aver atteso troppo prima di cancellare il GP d’Australia

L'ex patron della Formula 1, Bernie Ecclestone (Foto Stefan Adelsberger/Expa/Afp/Getty Images)
L’ex patron della Formula 1, Bernie Ecclestone (Foto Stefan Adelsberger/Expa/Afp/Getty Images)

La Formula 1 ci ha messo troppo tempo a rispondere alla crisi del coronavirus. La bacchettata arriva nientemeno che dall’ex patron del circus iridato, Bernie Ecclestone. Che, come molti altri osservatori, non ha gradito l’immagine lanciata all’esterno dai vertici del Mondiale a quattro ruote, nel bel mezzo della crisi che ha portato alla cancellazione del Gran Premio d’Australia.

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Anche dopo la conferma del caso di contagio nel team McLaren, comunicata già al giovedì, mentre tutti gli addetti ai lavori consideravano inevitabile la scelta di annullare la gara di Melbourne, la decisione ufficiale e l’annuncio è arrivato solo nella successiva mattinata australiana di venerdì.

Ecclestone stigmatizza i ritardi

“Il problema è che non hanno fatto nulla per troppo tempo”, ha dichiarato Ecclestone ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Bild, dalla sua torrefazione in Brasile. L’89enne ex manager ritiene che questo ritardo sia dovuto al rimpallo delle possibili penali economiche tra il gruppo americano Liberty Media, la Federazione internazionale dell’automobile e il governo locale dello Stato del Victoria.

“Alla fine le responsabilità, anche finanziarie, spettano sempre a chi ha ufficialmente preso la decisione ultima della cancellazione”, spiega Ecclestone. “Evidentemente nessuno voleva prendersele”. Anche perché le conseguenze di questo stop sui bilanci rischiano di essere notevoli, come dichiara anche Claire Williams, team principal della squadra più piccola della Formula 1 e per questo motivo anche più esposta a livello economico.

“Questo significa meno soldi per noi”, ha spiegato la Williams. “Dobbiamo confrontarci con la Formula One Management sull’assicurazione per le gare cancellate. E dobbiamo capire cosa succede con i premi in denaro. Se diminuissero, sarebbe difficile per noi far fronte, perciò speriamo che questo non accada. Dobbiamo comunque pagare gli stipendi, che sono la parte maggiore delle nostre spese mensili. Si tratta di una situazione incredibilmente difficile da affrontare, per qualunque azienda in qualunque settore”.

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Claire Williams, team principal dell'omonimo team (Foto Peter Parks/Afp/Getty Images)
Claire Williams, team principal dell’omonimo team (Foto Peter Parks/Afp/Getty Images)