Superbike 2020: le pagelle dei piloti a Phillip Island

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Il campionato mondiale Superbike 2020 è cominciato con il botto in Australia. Le gare a Phillip Island hanno emozionato. Diversi piloti si sono distinti e meritano voti alti.

Superbike Australia 2020
Superbike in pista a Phillip Island (©Getty Images)

Il primo round del campionato mondiale Superbike 2020 ha regalato grande spettacolo. In Australia abbiamo visto tre gare molto combattute ed emozionanti. Difficile immaginare un inizio di stagione più bello.

A Phillip Island ci sono stati tre vincitori diversi e hanno trionfato per pochi millesimi sui rivali immediatamente dietro. Le manche sono state ricche di lotte con tanti sorpassi, alcuni anche duri. Ci sono tutte le premesse per vivere un’annata SBK molto gradevole, all’insegna dell’equilibrio e delle grandi battaglie.

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SBK, pagelle round Australia 2020

Noi di Tuttomotoriweb abbiamo stilato le pagelle dei piloti maggiormente protagonisti del weekend Superbike di Phillip Island.

Alex Lowes 9: tra test e prove libere non aveva impressionato, ma al momento di gareggiare il pilota britannico ha sfoderato delle grandi prestazioni. Secondo posto in Gara 1 e vittoria in Gara 2 davanti a Rea, con in mezzo il quarto posto della Superpole Race. Un ottimo inizio che lo ha catapultato in testa alla classifica mondiale SBK. Si è mostrato veloce in sella alla Kawasaki ZX-10RR, moto per lui ancora da scoprire completamente. Ha gestito bene gomme e lotte, impressionando anche per velocità sul dritto. Nel box verde non intende fare solo da comparsa. La sfida a Johnny è lanciata.

Toprak Razgatlioglu 9: vittoria nella prima manche e secondo post nella gara sprint, poi in Gara 2 un errore del team Yamaha con la benzina lo mette fuori mentre si trovava nel gruppetto di testa. Difficile dire quale risultato avrebbe potuto ottenere, però il podio era possibile. Il turco ha fatto vedere di essere subito veloce in sella alla R1. Un ottimo inizio per l’allievo di Kenan Sofuoglu, che vuole confermarsi top rider della categoria.

Scott Redding 8: sognava un debutto vincente in Ducati WorldSBK come quello di Bautista nel 2019, invece ha ottenuto tre terzi posti che sono comunque molto positivi considerando i valori ravvicinati visti in Australia. Gli è mancato qualcosa per poter vincere, ma è sempre arrivato a pochissima distanza dal vincitore. Forse non ha osato per evitare rischi eccessivi e in questo ha mostrato quella maturità che in carriera non sempre ha avuto. In rettilineo il maggiore peso rispetto ad Alvaro non gli ha permesso di sverniciare gli avversari con la sua Panigale V4 R. Un fine settimana assolutamente buono che lo ha visto stare immediatamente davanti e miglior pilota ducatista con distacco.

Jonathan Rea 8: inizio shock in Gara 1, con il fuoripista in seguito al contatto con Sykes e la rimonta furibonda conclusa al sesto giro con una caduta. Aveva il passo per vincere, però ha concluso con uno zero. Nella Superpole Race ha reagito da campione, beffando Razgatlioglu all’ultima curva e vincendo la volata. Nella seconda manche ha perso il confronto con il compagno Lowes, chiudendo comunque secondo per pochi millesimi. Johnny c’è sempre e bisognerà continuare a fare i conti con il cinque volte campione Superbike.

Maximilian Scheib 7: al debutto con la Kawasaki del team VerdNatura Orelac riesce a sorprendere. Dopo il punto di Gara 1 e il decimo posto della Superpole Race chiude settimo la seconda manche. Il 24enne cileno non aveva mai corso a Phillip Island, ma si è ben comportato e in Gara 2 è stato attaccato al gruppetto di testa. Vedremo se saprà stupire ancora.

Alvaro Bautista 6,5: un anno fa con Ducati era stato il dominatore assoluto in Australia, stracciando tutti al suo esordio in SBK. Stavolta in sella alla nuova Honda CBR1000RR-R Fireblade è andata diversamente. La caduta in Superpole lo ha fatto partire indietro in Gara 1 e gara sprint. Nella prima è stato bravo a rimontare fino al sesto posto, mentre nella seconda è caduto. La scivolata lo ha fatto scattare indietro pure nella Gara 2, terminata con un altro buon sesto posto. C’è il potenziale per fare qualcosa di molto buono già nel 2020 con la nuova moto di Tokio, ma il pilota spagnolo deve limitare certi errori.

Michael van der Mark 6,5: due volte quarto tra Gara 1 e Gara 2, gli manca il guizzo giusto per salire sul podio dopo essere sempre stato nel gruppo di testa. Quinto in Superpole Race a solo un secondo da Rea. Il weekend del pilota olandese non è affatto negativo e la presenza di un compagno forte come Razgatlioglu può aiutarlo ad innalzare il suo livello.

Loris Baz 6: a Phillip Island ha raccolto meno di quanto ci si aspettasse. Aveva mostrato di avere il passo dei piloti ufficiali Yamaha, ma con la sua R1 del team Ten Kate non è riuscito a capitalizzare abbastanza. In Gara 2 è stato sfortunato, si trovava nel gruppo dei migliori e il problema avuto da Razgatlioglu lo ha fatto finire fuori pista facendogli perdere tempo. Il rider francese ha un buon pacchetto a disposizione e da Jerez otterrà anche il motore 2020 con il quale giocarsela maggiormente.

Tom Sykes 5: si prende la Superpole, ma poi in Gara 1 crolla verso la metà dopo una prima parte nel gruppo davanti e chiude nono. In Superpole Race ottiene un sesto posto e in Gara 2 non va oltre la decima posizione. La BMW mostra di avere ancora problemi con le gomme sulla lunga distanza e anche la guida aggressiva del campione Superbike 2013 non aiuta in un circuito come quello di Phillip Island.

Chaz Davies 5: Superpole disastrosa, dunque sia in Gara 1 che in Superpole Race ha dovuto partire indietro. È stato battuto in modo netto dal compagno Redding, debuttante nel campionato. Il gallese, che conosce anche meglio la Ducati Panigale V4 R versione WorldSBK e le gomme Pirelli, ha deluso.