Il patto tra Ferrari e Federazione che ha chiuso l’inchiesta sulle presunte irregolarità del motore di Maranello continua a suscitare polemiche in Formula 1

La Ferrari di Charles Leclerc esce dai box nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc esce dai box nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)

“Questa decisione apre la porta agli imbrogli di qualsiasi altra squadra. È uno scandalo”. Queste dure parole di protesta giungono direttamente dal team principal di una scuderia di Formula 1, che ha parlato ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Bild, pur chiedendo di restare anonimo. Per il momento, infatti, nessuna squadra è stata disposta ad esporsi mettendoci il nome e la faccia, ma ciò non significa che nel paddock non circoli qualcosa di più che un generico malumore nei confronti dell’ultima decisione della Federazione internazionale dell’automobile.

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La Fia, invitata a indagare sulle presunte irregolarità del motore Ferrari dell’anno passato, ha infatti chiuso l’inchiesta la scorsa settimana con un comunicato ambiguo e sibillino, in cui parla di un “accordo” raggiunto con Maranello, i cui dettagli “rimangono confidenziali tra le parti”. Nella nota non si fa riferimento ad alcuna prova di colpevolezza del Cavallino rampante, che dunque va considerato a tutti gli effetti innocente.

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Ferrari: nessuna condanna, ma tanti sospetti

Eppure, il fatto stesso che la Federazione non abbia assolto ufficialmente la Rossa dalle accuse, ma che al contrario abbia raggiunto questo patto, che prevede anche che la Scuderia la aiuti a “migliorare il monitoraggio di tutti” gli altri propulsori, lascia campo libero ai sospetti. Tra i quali spicca l’ipotesi che la Ferrari abbia potuto ottenere il posto di vicecampione del mondo costruttori, e con esso il ricco premio in denaro, in maniera non del tutto limpida.

“Si tratta di una distorsione della competizione e di tantissimi soldi”, aggiunge l’anonimo team boss. Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, uno degli avversari che non avrebbe proprio digerito questa decisione sarebbe Toto Wolff, il capo della Mercedes, che ha il dente avvelenato con la Ferrari da quando quest’ultima ha messo il veto al suo passaggio alla presidenza di Liberty Media, il gruppo che organizza la Formula 1.

L’ombra di un’altra spy story

E sempre il Corriere riporta una frase sfuggita al tecnico di un top team: “Per capire cercate fuori dalla Fia”. Significa che i dettagli tecnici sul motore Ferrari sono stati passati alla Federazione da qualche soggetto esterno, magari in virtù di una nuova spy story? Di chiarezza ce n’è molto poca. Di veleni, invece, fin troppi.

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto (Foto Ferrari)
Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto (Foto Ferrari)