Lowes leader del Mondiale Superbike: “Grande inizio con Kawasaki”

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Alex Lowes ha vinto Gara 2 Superbike a Phillip Island ed è primo nella classifica generale del campionato 2020. Un fine settimana fantastico per il nuovo pilota Kawasaki.

Alex Lowes Superbike
Alex Lowes (©Getty Images)

Ottimo primo weekend di gara in Kawasaki per Alex Lowes in Australia. Dopo il secondo posto della prima manche e il quarto della Superpole Race, il pilota inglese ha vinto Gara 2 bruciando il compagno Jonathan Rea.

È lui il leader della classifica generale del campionato mondiale Superbike 2020 con 51 punti. Le sue prestazioni nel fine settimana di Phillip Island hanno impressionato, considerando che in sella alla Ninja ZX-10RR sembrava avere ancora qualche problema in precedenza. Invece, ha dimostrato di potersi giocare risultati importanti da subito.

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Alex Lowes al settimo cielo dopo la vittoria di Gara 2 a Phillip Island: «La Superpole è stata importante – riporta Speedweek –  perché ho chiuso quarto e mi ha permesso di partire da una buona posizione nella seconda manche. Un grande inizio con Kawasaki, mi voglio godere il momento. La gara è stata molto dura, ci sono stati dei contatti. Mi sono toccato con Toprak e Michael, ma sono rimasto calmo. Volevo lottare per la vittoria. La mia moto era veloce e riuscivo a superare in rettilineo. Ho fatto del mio meglio ed è bastato».

L’ex pilota Yamaha ha impressionato in Australia, ha messo in pista una performance di grande maturità in un round Superbike nel quale la gestione gomme è fondamentale. Lui ha esperienza, però gli errori sono spesso dietro l’angolo e lui non ne ha commessi.

Lowes a Phillip Island ha fatto vedere di andare forte con la Kawasaki e di poter sfidare Rea, anche se dovrà dimostrarlo con continuità: «Nei test invernali non avevo grande feeling con la Kawasaki. Johnny ha sviluppato la ZX-10RR con il suo team nel corso degli anni e la moto funziona. Tocca a me adattarmi e non viceversa. Con la Kawasaki per me è più facile superare, anche in situazioni diverse. Questa è la grande differenza rispetto a quando guidavo la Yamaha».