La Fia e la Ferrari hanno raggiunto un accordo a chiusura dell’indagine sulla presunta irregolarità dei motori di Maranello. Ma gli avversari non ci stanno

Charles Leclerc in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)
Charles Leclerc in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)

“Scioccati” e “arrabbiati”. Con questi due eloquenti aggettivi il corrispondente per la Formula 1 della Bbc, il giornalista inglese Andrew Benson, descrive la reazione dei team avversari al comunicato, diramato ieri, in cui la Federazione internazionale dell’automobile annunciava di aver raggiunto un accordo con la Ferrari.

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Al centro della polemica ci sono ancora i sospetti sulle presunte irregolarità del motore usato nella scorsa stagione dal Cavallino rampante. A lungo si è malignato che la Ferrari fosse infatti riuscita ad intervenire sul flussometro, in modo da arginare i limiti imposti dal regolamento, e far arrivare un flusso più ingente di benzina. Di fronte alle ripetute proteste di Mercedes e Red Bull, la Fia decise di aprire un’approfondita indagine sul controverso propulsore. Indagine chiusa ieri, appunto, con una sorta di “patteggiamento” tra Maranello e i giudici federali.

Ma la Ferrari era legale o no?

Un accordo, però, dai contorni decisamente poco trasparenti. La stessa nota della Fia sottolinea che “le specifiche rimangono confidenziali tra le due parti”. E proprio questo punto ha scatenato tutta l’insoddisfazione degli avversari. “La decisione di non imporre sanzioni alla Ferrari significa che il suo motore è sempre stato regolare?”, si chiede Benson. “Se è così, perché non dirlo? Che necessità c’era di trovare questo accordo? E che fiducia possono avere i team nella F1 se la Fia non riesce a concludere un’indagine tecnica senza dire se la vettura in questione era legale o meno?”.

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Insomma, delle eventuali irregolarità della Rossa non si parla, ma i veleni continuano a circolare. Anche alla luce del fatto che la superiorità della Scuderia in velocità di punta sul rettilineo è nel frattempo improvvisamente sfumata, lasciando in molti la convinzione che i motoristi emiliani siano in effetti stati costretti a fare qualche passo indietro, per tornare pienamente all’interno del regolamento.

Collaborazione con la Federazione

Che qualche zona grigia sotto questo aspetto ci sia, d’altronde, lo conferma indirettamente la stessa Federazione, quando rivela di aver “concordato (con la Ferrari, ndr) una serie di impegni tecnici che miglioreranno il monitoraggio di tutti i motori di Formula 1 nelle prossime stagioni”. Insomma, una sorta di collaborazione per controllare meglio l’attività di tutti i motoristi. Questo, al momento, è tutto ciò che si sa.

Sia dalla Ferrari, che dalla Fia, che da tutte le altre squadre, ufficialmente, le bocche restano cucite. Ma, stando a quanto riferisce la Bbc, ufficiosamente e anonimamente i nemici di Maranello non sono per nulla soddisfatti di questa notizia. E stanno considerando i prossimi passi da compiere in risposta a questo verdetto.

Charles Leclerc in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)
Charles Leclerc in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)