Questa è la vera Ferrari! E in Mercedes ormai è allarme affidabilità

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Il giovedì di test F1 a Barcellona sovverte i valori in campo: la Ferrari si scatena e balza in testa, la Mercedes si riscopre fragile nell’affidabilità

La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)
La Ferrari di Sebastian Vettel in pista nei test F1 di Barcellona (Foto Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)

Il giovedì di prove a Barcellona è stato il giorno dei testacoda. Siamo giunti alla penultima giornata di test precampionato, i piloti hanno iniziato a spingere in cerca del limite, e comprensibilmente sono fioccati gli errori. Alla curva 5, la Seat, sono stati tratti in inganno perfino fuoriclasse del calibro di Sebastian Vettel, Max Verstappen e Valtteri Bottas.

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Ma, in un senso più ampio, è l’intera Formula 1 ad essere andata in testacoda oggi. Nel senso che i valori in campo che erano emersi fino a ieri sono stati completamente sovvertiti, ribaltati. Al termine di questa sessione troviamo una Ferrari in testa alla classifica e una Mercedes in grossa difficoltà: chi l’avrebbe mai detto?

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Primi sprazzi di competitività Ferrari

Partiamo dalla Rossa: per la prima volta in questo inverno ha deciso di montare gomme morbide e spingere al massimo il motore della sua SF1000. E i risultati si sono visti: l’1:16.841 staccato oggi da Vettel è il secondo miglior tempo assoluto di questi test 2020. Il potenziale sul giro secco c’è, e c’è anche il passo gara, come abbiamo visto specialmente nel secondo stint della simulazione pomeridiana.

Di fronte a questi riscontri, diventa difficile credere alla pretattica del team principal Mattia Binotto, che solo fino a ieri giurava e spergiurava che il suo Cavallino rampante non stesse giocando a nascondino. La velocità c’è, anche se con comprensibile cautela la Scuderia ha deciso di occultarla, per evitare di ripetere la trafila dei facili entusiasmi e delle inevitabili delusioni a cui abbiamo assistito dodici mesi fa.

Mercedes, troppi motori rotti

Dall’altra parte della barricata c’è una Mercedes che, pur avendo dimostrato anche lei di essere competitiva nei giorni scorsi, si è riscoperta improvvisamente fragile. Molto diversa da quell’invincibile armata, da quella granitica corazzata che abbiamo imparato a conoscere nelle ultime sei stagioni iridate consecutive.

Le avvisaglie si erano viste già nelle ultime sessioni, quando il motore Mercedes si era rotto per ben tre volte: ma si trattava di quello montato sulla Williams, e ciò aveva permesso di dissimulare almeno in parte le preoccupazioni. Oggi, invece, il guasto ha toccato sua maestà Lewis Hamilton in persona. Mentre stava iniziando appena il quattordicesimo giro, il campione in carica ha perso potenza in uscita dalla curva 5 ed è rimasto completamente fermo in pista, tanto da dover chiedere un passaggio per tornare ai box.

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Si aspettano sorprese

I portavoce della Freccia d’argento hanno minimizzato, parlando di una semplice “anomalia nella pressione dell’olio” che ha portato ad uno stop precauzionale del propulsore. Ma una raffica di inconvenienti a pochi giorni dal via del Mondiale 2020 (coronavirus permettendo) non può certamente far dormire sonni tranquilli dalle parti di Brackley.

Sia chiaro, non vogliamo correre troppo o saltare alle conclusioni prima del tempo. Così come erano provvisori i giudizi fino a ieri, come la sessione odierna ha dimostrato, lo sono anche quelli di oggi. Ma una certezza, questo giovedì di prove della Formula 1, ce l’ha data: il campionato che si appresta a cominciare sarà meno scontato di quanto in molti pensassero.

Lewis Hamilton chiede un passaggio ai box dopo la rottura del motore Mercedes nei test F1 a Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Lewis Hamilton chiede un passaggio ai box dopo la rottura del motore Mercedes nei test F1 a Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)