Coronavirus, si fa avanti l’ipotesi clamorosa: il via della F1 slitta a maggio?

Di fronte al blocco precauzionale degli accessi in molti Paesi, per l’emergenza coronavirus, la Formula 1 valuta di far saltare i primi GP extraeuropei

Una scena dei test F1 a Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)
Una scena dei test F1 a Barcellona (Foto Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Nel paddock, a margine dei test precampionato di Barcellona, la si sussurra a fatica, quasi con paura. Eppure l’ipotesi esiste, è concretamente sul tavolo e proprio in questi giorni i team la stanno discutendo insieme all’organizzazione della Formula 1. La stagione rischia di veder saltare in blocco tutti i primi quattro Gran Premi, rinviando così l’inizio del Mondiale 2020 di fatto al GP d’Olanda di Zandvoort del prossimo 3 maggio.

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Il motivo di questa decisione, che sarebbe epocale, è ovviamente legato ai timori per l’epidemia del coronavirus. Non tanto, o quantomeno non solo, per l’allarme sanitario, che già ha costretto a rimandare a data da destinarsi il Gran Premio di Cina. Il problema principale, infatti, è provocato dalle misure precauzionali sempre più restrittive che molti Paesi del mondo stanno adottando per evitare il diffondersi del contagio. Tra le quali, anche le ordinanze governative che bloccano i voli in ingresso dagli Stati in cui il virus è già stato riscontrato.

Le precauzioni in Australia, Bahrein e Vietnam

Ad essere coinvolte sono tutte e tre le nazioni dove il campionato dovrebbe fare tappa tra marzo e aprile. Ovvero l’Australia (dove si sta ragionando di divieti piuttosto restrittivi nella zona di Melbourne, che ospita la pista), il Bahrein (che ha già dichiarato ventisei infezioni e bloccato, al momento per sole 48 ore, gli ingressi dagli scali di Singapore e Dubai) e il Vietnam (che ha bandito gli accessi da Corea del Sud, Iran, Giappone e Italia).

Proprio il nostro Paese, finito sulle prime pagine di tutti i giornali del globo per l’emergenza della malattia in atto, è uno dei più colpiti dalle restrizioni, ma è anche quello dove hanno sede la Ferrari, la AlphaTauri, la Alfa Romeo, oltre alle fornitrici Pirelli e Brembo. Se tutto lo staff di queste aziende venisse bloccato alle frontiere, il paddock della Formula 1 si vedrebbe svuotato per metà.

L’emergenza coronavirus minaccia la Formula 1

Insomma, la situazione è molto delicata, e l’idea di cancellare, o quantomeno rimandare, i Gran Premi nella zona asiatica, finora più colpita dal coronavirus, non è più oggetto solamente di chiacchierate informali, ma di veri e propri vertici. Lo stesso team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha ammesso di seguire “attentamente con Fia e Liberty Media l’evolversi della situazione”. E a questo punto qualsiasi scenario, anche il più incredibile, in questo momento non può essere completamente scartato.

Una scena dei test F1 a Barcellona (Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)
Una scena dei test F1 a Barcellona (Foto Josep Lago/Afp/Getty Images)