Coronavirus, ora rischia tutta la stagione di Formula 1: domani la decisione

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Non più solo il Gran Premio di Cina, ma la maggior parte delle gare nel calendario della Formula 1 sono a rischio per il coronavirus. Domani il vertice

I test di Formula 1 a Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
I test di Formula 1 a Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)

Aver ufficialmente rimandato a data da destinarsi il Gran Premio di Cina potrebbe non rivelarsi una precauzione sufficiente per il circus della Formula 1 contro l’epidemia di coronavirus, che si sta diffondendo in gran parte del mondo ad un ritmo tale da poter essere presto dichiarata come pandemia globale.

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A rischiare, ora, è l’intera stagione del campionato del mondo a quattro ruote, dal momento che solo sette delle ventidue nazioni inserite in calendario non hanno registrato infezioni attive o decessi a seguito del contagio. Uno dei Gran Premi a serio pericolo di cancellazione è addirittura quello inaugurale, previsto per il prossimo 15 marzo in Australia.

In bilico il Gran Premio d’Australia

“Se la situazione si aggraverà e dovremo fare assolutamente tutto il possibile per ridurre il picco nel numero di casi, allora dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni”, ha dichiarato ai microfoni di 3AW Radio Brett Sutton, responsabile sanitario dello Stato del Victoria, la cui capitale è proprio Melbourne, la città che ospita il circuito dell’Albert Park.

L’organizzatore della gara, Andrew Westacott, cerca però di buttare acqua sul fuoco: “Al momento, eventi come la stagione di football Afl, la coppa del mondo di cricket e il Gran Premio dovrebbero andare avanti, altrimenti saremo costretti a chiudere la città”, sostiene. “Si tratta solo di prendere le precauzioni necessarie per la salute e per l’igiene”.

Precauzioni per il coronavirus in Italia

Ma, oltre all’Australia, anche in Italia, come sappiamo, si stanno diffondendo in questi giorni i contagi da coronavirus. E questo riguarda non solo la Ferrari, che già ha intrapreso le sue misure precauzionali bloccando l’ingresso ai visitatori e ai dipendenti provenienti da zone a rischio, ma potenzialmente anche centinaia di tecnici e ingegneri italiani di Pirelli, AlphaTauri, Alfa Romeo e Haas.

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Perfino a Barcellona, dove in questi giorni si stanno svolgendo gli ultimi test precampionato, è stato registrato il primo caso di coronavirus. Alcuni degli hotel dove soggiorna lo staff della Formula 1 hanno introdotto sapone antisettico nelle reception, e la McLaren ha recentemente proibito l’ingresso alle sue hospitality a tutti i membri del paddock di nazionalità cinese (compreso il giornalista Frankie Mao).

Domani il vertice decisivo per la Formula 1

Ma i dubbi più importanti, dopo quelli che hanno portato alla sospensione del GP di Cina, riguardano il Vietnam, che proprio in questa stagione dovrebbe fare il suo esordio ufficiale nel calendario. Il primo ministro locale ha dichiarato che nessuna persona proveniente da nazioni colpite dall’epidemia di coronavirus può entrare nel Paese. Insomma, il rischio è che tutte queste restrizioni impediscano il regolare svolgimento del campionato di Formula 1. Ne discuteranno domani le squadre e i vertici della serie, in un tavolo convocato specificamente a margine delle prove.

“Stiamo monitorando la situazione e non faremo nulla che possa esporre a rischi i nostri dipendenti”, ha dichiarato l’amministratore delegato della McLaren, Zak Brown, ai microfoni della televisione finlandese Mtv. “E penso che lo stesso valga anche per tutta la Formula 1”.

Il gruppo dei piloti di Formula 1 2020 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
Il gruppo dei piloti di Formula 1 2020 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)