Il coronavirus colpisce la Formula 1: si ferma anche la Ferrari

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La Ferrari introduce misure precauzionali contro il coronavirus: blocco all’ingresso di visitatori e dipendenti dalle zone più a rischio contagio

La sede della Ferrari a Maranello (Foto Ferrari)
La sede della Ferrari a Maranello (Foto Ferrari)

La Formula 1 è sempre più colpita dall’epidemia di coronavirus. Mentre la cugina MotoGP ha confermato i Gran Premi in calendario in Qatar e Thailandia, il Mondiale a quattro ruote è già stato costretto a rinviare a data da destinarsi la gara prevista in Cina, a mettere in dubbio anche la disputa della tappa in Vietnam, e per precauzione la McLaren ha addirittura proibito alle persone cinesi di entrare nel suo motorhome ai test di Barcellona.

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Ma anche la Ferrari non è rimasta esente dall’allerta per il virus. Ad oggi in Italia l’ultimo bilancio parla di 316 casi di contagio, di cui 23 in Emilia Romagna, tanto che le autorità locali hanno imposto la chiusura dei musei del Cavallino rampante sia a Maranello che a Modena. Ma le misure precauzionali predisposte dalla Rossa non si fermano qui: è stato previsto anche l’accesso a tutti i visitatori esterni e ai dipendenti residenti o recatisi in visita nelle aree più interessate dal contagio, oltre al blocco quasi completo di tutti i viaggi di lavoro.

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Stop ai dipendenti e visitatori Ferrari

Stando a quanto riferisce la Gazzetta dello Sport, queste restrizioni potrebbero coinvolgere anche la Gestione sportiva, ovvero la Scuderia di Formula 1: si ipotizza che alcuni ingegneri e tecnici possano essere fermati a Maranello e lavorare da remoto, invece che viaggiare sulle piste. Un po’ come già accade per il cosiddetto “garage remoto” che cura le strategie direttamente dalla fabbrica, diretto da Inaki Rueda.

Inoltre, secondo il quotidiano spagnolo El Confidencial, solo sette delle venti nazioni rimaste nel calendario della Formula 1 (Olanda, Montecarlo, Azerbaigian, Austria, Ungheria, Messico e Brasile) ad oggi non hanno casi confermati di coronavirus. L’impatto sul calendario rischia di diffondersi a macchia d’olio, così come la pandemia.

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La sede della Ferrari a Maranello (Foto Ferrari)
La sede della Ferrari a Maranello (Foto Ferrari)