Liberty Media continua a ribadire l’intenzione di aumentare il numero di gare negli Stati Uniti, ma starebbe ricevendo parecchi due di picche. Perché insistere?

(©Getty Images)

Sebbene sin dal proprio insediamento si sia sforzata di rassicurare tutti agli animi più preoccupati di non avere in mente di ridurre il Circus ad una mera replica di una qualsiasi serie a stelle e strisce, la sensazione che si prova è l’opposto. L’obiettivo unico ad animare l’ente proprietario subentrato a Bernie Ecclestone, pare proprio essere quello di trasformare un prodotto europeo in americano.

Per ragioni di pubblicità? Forse. Per motivi legati al denaro e di ambizione personale? Senz’altro. Sta di fatto che mentre il Baffo Chase Carey continua ad industriarsi per capire come fare ad aumentare il numero di GP in terra statunitense, gli abitanti del Nuovo Continente proprio non ne vogliono sapere.

Diciamocelo chiaramente. A loro del nostro modo di vivere e vedere le competizioni automobilistiche non importa nulla e nemmeno guardano ai vari Lewis Hamilton, Sebastian Vettel o Charles Leclerc come a degli eroi. Dunque fa sempre specie osservare il gruppo dirigenziale fare carte false pur di portarci lì un altro round oltre a quello del Texas.

Sapevamo che inserirci in America ci avrebbe richiesto tempo, ma addirittura ci stiamo mettendo più del previsto“, ha proclamato stupito il CEO nel corso di un recente evente a Baku.

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Come noto Liberty vorrebbe piazzare un gran premio in una grande città. Si è parlato di New York, Las Vegas e Miami. E proprio la metropoli della Florida, che tra tutte era la più papabile sta cercando di ribellarsi all’idea in tutti i modi.

E’ frustrante perché abbiamo dedicato alla questione moltissimo tempo, però sembrano sorgere ogni volta complicazioni. Il nostro target comunque è chiaro in 10 anni,  gli Stati Uniti dovranno diventare il nostro mercato di riferimento“, ha quindi ribadito un concetto ansiogeno.

Ma perché mai dovrebbe essere così, se al di là dell’oceano non sono interessati?

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Chiara Rainis