Il coronavirus spaventa tutto il mondo, ma non Kimi Raikkonen

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Mentre tutti si interrogano sulla fine che faremo, imprigionati nelle nostre case per colpa del Coronavirus, Kimi Raikkonen pare non essere per nulla preoccupato.

Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Pur avendo accolto con favore la scelta della FIA di cancellare il GP della Cina che avrebbe dovuto svolgersi nel weekend del 19 aprile, interrogato sui rischi di contagio e sulle ansie create da questo sconosciuto “mostro” che sta serpeggiando lungo tutto il globo, Iceman si è dimostrato diplomatico come al solito.

Io non me ne posso occupare“, ha detto all’Helsingin Sanomat, rimbalzando ad altri la spinosa questione. “In fin dei conti non si sa quale sia la verità. I giornali non la dicono e non si riesce a capire se ci sia dell’esagerazione dietro o se i timori siano giustificati. Come famiglia non abbiamo intenzione di andare in Italia e da quanto ho capito in Svizzera non ci sono stati casi“.

Per Raikkonen, quindi, tutto è sotto controllo, ma la F1 continua ad interrogarsi.

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Da quanto si apprende i primi GP della stagione (ndr. quelli fino all’Olanda in programma ad inizio maggio) potrebbero essere “boicottati” da buona parte della stampa, tv a pagamento comprese, contrarie a far correre pericoli inutili ai loro inviati.

Resta poi sempre il punto di domanda per quanto concerne la fattibilità del Vietnam. Una vera occasione mancata se venisse mantenuto nella collocazione del 5 aprile. Molti media hanno infatti già avvisato che non saranno presenti. Un vero peccato per un debutto assoluto che verrebbe così rovinato. La speranza è che la Federazione da qui a pochi giorni opti per l’annullamento o almeno per il procrastinamento magari alla prima settimana dopo l’Ungheria.

In ogni caso, molto dipenderà dallo sviluppo del virus. Non è da escludere che possano essere toccate da provvedimenti anche le prime corse europee.

Raikkonen (Getty Images)
Raikkonen (Getty Images)

Chiara Rainis