La Red Bull si è proclamata a favore di quella che sta diventando una moda in F1, ovvero le monoposto satellite in stile Racing Point.

La Racing Point di Sergio Perez in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)
La Racing Point di Sergio Perez in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Se qualcuno ha alzato il sopracciglio, perplesso davanti alla RP20 che pare una replica della vecchia W10, c’è chi invece ha dato parere positivo non solo alla decisione della Mercedes di adottare la Racing Point quale sorella minore, ma altresì si è proclamato favorevole circa la possibilità per i big di utilizzare i team minori gemellati per estendere il loro dominio.
Un po’ come accaduto nel recente passato con la prima Haas, da molti definita una Ferrari camuffata, o all’inizio dello scorso campionato quando le performance incoraggianti dell’Alfa Romeo avevano fatto pensare ad un intervento massiccio del Cavallino anche alla luce dell’approdo ad Hinwil del progettista rossa Simone Resta, per il il boss degli energetici Christian Horner non vi sarebbe nulla di scorretto o di illecito nel passaggio di informazioni a quant’altro alle scuderie a cui si forniscono motore, cambio o sospensioni.
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Alcune equipe sembrano essere andate più avanti nella clonazione rispetto ad altre, ma finché si resta conformi alle regole non ho particolari problemi a riguardo”, ha affermato a Motorsport.com l’inglese sottolineando come avere più squadre competitive oltre a fare il gioco di Liberty Media, migliora lo spettacolo. Più critico nei confronti di questo percorso intrapreso dalla massima serie si è invece proclamato il capo della McLaren Andreas Seidl, il quale ha ribadito l’esigenza di maggior controlli per evitare furbate.
Da quanto so ci sono delle limitazioni su ciò che è permesso fare, ad esempio per l’utilizzo del CFD o in termini di ore in galleria del vento. Suppongo che questi aspetti siano strettamente sorvegliati, così da impedire che qualcuno svolga un lavoro trasferito poi ad altri.Chiaramente questo non rientrerebbe nel regolamento”, ha puntualizzato un po’ sibillino.
La Racing Point di Lance Stroll in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)
La Racing Point di Lance Stroll in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Chiara Rainis