La Ferrari ha chiuso i primi tre giorni di test F1 a Barcellona a ben 2.6 secondi dalla Mercedes. Ma i campioni del mondo avvisano: “Si sono nascosti”

La Ferrari di Sebastian Vettel in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel in pista ai test F1 di Barcellona (Foto Ferrari)

La Mercedes ha chiuso la prima tre giorni di test F1 a Barcellona da autentica protagonista. Un po’ per la sua innovativa soluzione tecnica del DAS, che ha attirato l’attenzione di tutti gli ingegneri rivali, un po’ perché ha dominato la classifica finale, con una doppietta firmata da Valtteri Bottas e Lewis Hamilton.

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Al contrario, l’avversaria annunciata Ferrari si è ritrovata apparentemente in grossa difficoltà: lontana nella lista dei tempi, a ben 2.6 secondi di distacco. Ma questo divario rappresenta davvero un quadro realistico dei rapporti di forze tra le due monoposto? Forse no, e a sostenerlo non è la Rossa, bensì la Freccia d’argento.

L’analisi della Mercedes

In un lungo articolo di approfondimento che riassumeva la prima tornata di prove in Spagna, pubblicato proprio dalla squadra anglo-tedesca venerdì sera, infatti, i campioni del mondo in carica hanno dato una lettura piuttosto cauta dei risultati emersi fino a questo momento.

“Nessuno vuole rendersi ridicolo sostenendo di essere già più veloce degli altri team, perché non si può mai sapere per certo chi si è nascosto e chi ha ancora in serbo nuove soluzioni”, si legge. “Per esempio, la Red Bull porterà un pacchetto di aggiornamenti importante al secondo test? Perché la Ferrari ha trascorso queste prove facendo girare il suo motore costantemente a livelli molto più bassi di quelli dei loro team satellite?”.

Meno cavalli, un secondo più lenta

Una domanda che nasconde una lettura molto attenta dei dati emersi al Montmelò. La Ferrari, infatti, ha fatto costantemente registrare velocità di punta più lente rispetto a quelle della cugina Alfa Romeo, che utilizza lo stesso propulsore. E, secondo l’analisi di alcuni osservatori esperti, questa decisione di girare in modalità depotenziata avrebbe fatto perdere alla Rossa fino ad un secondo al giro.

Insomma, la prima settimana di collaudi non è stata certamente ideale per il Cavallino rampante, ma forse nemmeno così disastrosa. Per ora il margine dalla vetta è sostanzioso, ma quando la SF1000 metterà sull’asfalto tutti i suoi cavalli, i valori in campo sono destinati a cambiare. D’altronde, come si sa, gli esiti dei test vanno sempre presi con le pinze.

E la Mercedes ne sa qualcosa: un anno fa era apparsa in serio ritardo rispetto alla Ferrari, salvo poi tornare al suo massimo spolvero già al Gran Premio inaugurale del campionato. Quest’anno a Maranello hanno imparato la lezione, e hanno optato per un approccio più nascosto alle prove. E, forse, potrebbe succedere l’esatto contrario.

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I piloti della Mercedes, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, e della Ferrari, Charles Leclerc e Sebastian Vettel, a Barcellona (Foto Mercedes)
I piloti della Mercedes, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, e della Ferrari, Charles Leclerc e Sebastian Vettel, a Barcellona (Foto Mercedes)