“Sei cinese? Allora non entri”: in Formula 1 è psicosi coronavirus

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In F1 è psicosi Coronavirus. I vertici della McLaren hanno vietato ad un nostro collega cinese l’ingresso all’interno dell’hospitality.

F1 (Getty Images)
F1 (Getty Images)

Il Coronavirus si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il mondo. Sono sempre di più i casi che si registrano giorno dopo giorno ed è proprio di oggi la notizia che sarebbe ormai giunto anche in Italia. La F1 non è insensibile alla questione, basti pensare che si è già deciso di rinviare il GP di Cina a data da destinarsi.

In tutto il mondo però si sta diffondendo una vera e propria psicosi in tal senso. La paura sta causando anche in un certo qual modo casi di razzismo con persone che vengono “ghettizzate” solo in base alla nazionalità di provenienza.

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Misure molto ferree da parte della McLaren

Secondo quanto riportato da “Tuttosport” durante i test a Barcellona la McLaren avrebbe vietato l’accesso all’hospitality al collega Frankie Mao, da anni sempre presente nel paddock della F1. Il giornalista, che lavora per l’edizione cinese di Motorsport.com ha ricevuto l’avviso via email. I vertici della casa britannica hanno giustificato la cosa con un laconico: “Questa è la nostra politica”.

In tal senso, infatti, la politica della McLaren è molto ferrea, basti pensare che la scuderia di Woking ha vietato anche ai propri dipendenti qualsiasi tipo di viaggio nelle aree considerate a rischio. Addirittura il veto sarebbe stato posto anche su viaggi in Giappone e a Singapore, luoghi dove comunque in autunno si dovrebbe correre. Proprio in quel periodo inoltre la F1 vorrebbe provare a recuperare il GP di Cina, per ora messo in stand-by dal Coronavirus.

Antonio Russo

McLaren (Getty Images)
McLaren (Getty Images)