Il Prac ha diffuso una nota contenente delle limitazioni d’uso del ciproterone, farmaco ad azione anti-androgena, per il rischio di meningioma, un tumore cerebrale.

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Il Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Ema ha diffuso nella giornata di venerdì 14 febbraio una nota contenente delle raccomandazioni in merito all’utilizzo di farmaci con un dosaggio specifico di ciproterone, medicinale ad azione anti-androgena. Le restrizioni applicate dal Comitato, come spiegato all’interno della stessa nota, sono derivate dal rischio di meningioma, un tumore cerebrale non canceroso che origina dalle meningi, che potrebbe essere provocato, in casi molto rari, dal farmaco.

Prac, diffuse restrizioni d’uso del farmaco ciproterone: limitazioni dovute al rischio di meningioma, tumore cerebrale

Un avviso del Prac, il Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell’Ema, ha reso note alcune restrizioni d’uso in merito al ciproterone, medicinale ad azione anti-androgena. Tale farmaco è utilizzato per patologie come l’irsutismo (eccessiva crescita dei capelli), alopecia (caduta dei capelli), acne, cancro della prostata e riduzione delle deviazioni dell’istinto sessuale in uomini. Il Prac in merito ha raccomandato che “i medicinali con un dosaggio giornaliero uguale o superiore a 10 mg di ciproterone devono essere utilizzati solo per condizioni androgeno-dipendenti come l’irsutismo, alopecia, acne e seborrea (pelle eccessivamente oleosa), quando altre alternative terapeutiche, incluso il trattamento con dosaggi più bassi, hanno fallito. Una volta che dosaggi più alti hanno iniziato a dare una risposta terapeutica, il dosaggio deve essere gradualmente ridotto alla dose efficace più bassa. I medicinali devono essere usati per la riduzione delle deviazioni dell’istinto sessuale negli uomini solo quando non sono adeguate altre alternative terapeutiche“. Queste raccomandazioni, come riporta la nota, derivano da una revisione del rischio del tumore meningioma con l’uso di ciproterone, anche se questo effetto è risultato essere molto raro (tra 1/10 persone su 10.000 in base al dosaggio ed alla durata del trattamento). Tale rischio, però, può aumentare con l’incremento delle dosi cumulative (la quantità totale di medicinale che un paziente ha assunto nel tempo).  Non ci sono, invece, modifiche sull’utilizzo del farmaco per i pazienti affetti da cancro alla prostata.

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