Coronavirus, parla Lorenzo un italiano in Cina: tutta un’altra verità

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Lorenzo Mastrotto è uno dei tanti italiani che anni fa ha deciso di trasferirsi in Cina per lavoro: a Wuhan dal 2006, il manager di origini vicentine è uno dei pochi a non aver voluto far ritorno in patria nonostante l’epidemia causata dal nuovo coronavirus.

Lorenzo Mastrotto e la sua famiglia a Wuhan
Lorenzo Mastrotto e la sua famiglia a Wuhan (foto dal web)

Lorenzo Mastrotto dal 2006 si è trasferito per lavoro a Wuhan, focolaio del nuovo coronavirus. Manager originario di Vicenza, in Cina ha anche trovato l’amore ed ha costruito una famiglia divenendo padre di due bambini. Lorenzo, uno dei pochi italiani che ha deciso di non fare rientro in patria, ha rilasciato un’intervista all’Huffington Post nella quale ha spiegato come sta vivendo questo particolare periodo di quarantena e di come trascorrono le sue giornate.

Lorenzo Mastrotto, uno dei pochi italiani rimasti a Wuhan nonostante il coronavirus, racconta la sua quotidianità

Lorenzo Mastrotto insieme alla sua famiglia, come tutto il resto dei cittadini di Wuhan a far data dal 23 gennaio, è chiuso in casa. Il periodo di quarantena che sarebbe dovuto finire il 14 febbraio, giorno di San Valentino è stato prorogato, per tornare alla normalità bisognerà aspettare il 20, ma secondo Lorenzo ci sarà un’altra proroga. Il manager vicentino che in Cina lavora in un’azienda meccanica ha rilasciato un’intervista alla redazione dell’Huffington Post spiegando come lui ed i propri cari, moglie cinese e due figli piccoli, stanno vivendo il delicato momento.

Speriamo finisca presto, non ne possiamo più, ma credo ci vogliano almeno altre due settimane. Tuttavia, il feeling è che ci sia un miglioramento. Non ci sono campi di concentramento, non c’è l’esercito per strada e non c’è repressione di alcun tipo“. Così Lorenzo Mastrotto fornisce un quadro generale sulla situazione attuale a Wuhan, sfatando un po’ qualche falso mito creatosi intorno alle condizioni di vita nella città focolaio. Lorenzo Mastrotto, riporta l’Huff, continua affermando che la situazione è gestita bene dalle autorità, che i servizi essenziali non sono stati sospesi e che nessuna restrizione è stata imposta ai cittadini: si può scegliere se uscire o no basta che lo si faccia muniti di occhiali, mascherina e guanti, ma lui e la sua famiglia per evitare di esporsi ad inutili rischi preferiscono evitare. Il manager vicentino rende all’Huff un’idea della città che più che una metropoli ora sembra un deserto: uffici e scuole chiuse, nessun mezzo pubblico in circolazione. Ad essere aperti solo pochi supermercati ove è possibile recarsi per fare la spesa in caso di necessità, ma sempre adottando le giuste precauzioni e portando con sé un trolley per poter acquistare il maggior quantitativo di derrate ed evitare di uscire nuovamente pochi giorni dopo. Stando a quanto riporta l’Huff, Lorenzo si tiene in contatto con i pochi connazionali rimasti in Cina tramite WeChat e tramite internet parla con amici e parenti in Italia.

Ma come trascorre la giornata una famiglia con due bambini di 6 ed 8 anni? Lorenzo Mastrotto afferma: “Le giornate in casa trascorrono lentamente, ma cerchiamo di darci da fare, lavando, pulendo, disinfettando. I bambini fanno i compiti, giocano tanto e noi cerchiamo – riporta l’Huffdi tenerli impegnati per farli annoiare il meno possibile e tranquillizzarli rispetto a questa che certamente è una situazione eccezionale“.

Per strada spesso si vede il personale medico raggiungere chi potrebbe essere stato infettato dal nuovo coronavirus e trasportarlo presso i centri di raccolta che, racconta Lorenzo, sono grandi spazzi allestiti per contenere un gran numero di persone. Sul punto il manager vicentino fornisce una spiegazione in merito ad alcuni video che stanno circolando in rete i quali mostrano le autorità prelevare coattivamente alcune persone dalla propria abitazione: “Probabilmente quelle persone non volevano andare nei centri di raccolta, ma è importante che si eviti quanto più possibile il rischio di contagio. Ripeto, non c’è alcuna repressione, ma ci si è organizzati in questo modo e – riporta l’Huff- solo gli ammalati vengono ricoverati negli ospedali, al principio il focolaio vero del contagio”.

Lorenzo Mastrotto è ottimista, per lui ci sono segnali di ripresa: quel tragico scenario apocalittico nella mente del pianeta è solo frutto della fantasia. La gente guarisce, lui ne ha conoscenza diretta, l’economia si sta risollevando ed i cinesi sostengono il presidente Jinping il quale con coraggio sta gestendo l’emergenza.

Il manager vicentino afferma che gli sarebbe piaciuto tornare in Italia, ma che ormai il suo posto in Cina accanto a sua moglie ed ai suoi figli; non vede l’ora che questo periodo finisca per tornare alla normalità.

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Coronavirus Cina
(Getty Images)