La Mercedes W11 EQ è pronta a lottare nuovamente per il Mondiale. Ecco un’analisi tecnica della nuova vettura prodotta dal marchio di Stoccarda.

Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance
Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance

La Mercedes W11 EQ Performance ha già fatto breccia nei cuori di tanti amanti della F1. La vettura prodotta dal marchio tedesco, infatti, sembra allo stesso tempo una naturale evoluzione di quella del 2019, ma anche una sua estremizzazione. L’ala anteriore sposa la filosofia dell’outwash, anche se è meno estrema rispetto alla concorrenza.

Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance Shakedown - LAT Images
Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance Shakedown – LAT Images

Il musetto non ha le narici come quello Red Bull, ma è molto longilineo tanto che il cape sporge vistosamente dalle foto dall’alto. Come fatto dalle Lattine e dalla McLaren, anche la Mercedes ha cercato di pulire i flussi inferiori alzando i triangoli delle sospensioni anteriori.

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Grande attenzione a ridurre il surriscaldamento della power unit

Su questa vettura il marchio tedesco ha tentato in particolar modo di ridurre il surriscaldamento, vero tallone d’Achille della monoposto precedente. Anche in merito a ciò è stata completamente ridisegnata la presa dei freni. Vicino lo sfogo dell’S-Duct, invece, possiamo notare nella parte superiore due alette che spingono l’aria verso il basso.

Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance Shakedown - LAT Images
Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance Shakedown – LAT Images

Per sfruttare al massimo il 6 cilindri, che l’anno scorso in qualche gara è stato frenato dal surriscaldamento, la Mercedes ha deciso di spostare i flussi d’aria per il raffreddamento sopra al sistema di anti intrusione, che è stato abbassato sino ai limiti del regolamento. Le pance sono scavate nella parte inferiore e anche gli specchietti vengono utilizzati come elementi aerodinamici per separare i flussi.

Anche nella parte posteriore si può notare che sono stati alzati tutti i bracci delle sospensioni per garantire il deflusso dell’aria nella parte inferiore della monoposto. L’ala posteriore è sostenuta da un doppio pilone con il collo di cigno. Naturalmente questo è quanto abbiamo percepito dalla vettura presentata, ma altre novità potrebbero arrivare già dai primi test a Barcellona.

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Antonio Russo

Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance
Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance