Coronavirus bambini | perché tra i più piccoli è raro

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Situazione Coronavirus bambini, i casi che coinvolgono i più piccoli sono molto rari. Il parere degli scienziati in merito.

Coronavirus bambini
Coronavirus bambini la malattia con loro fa fatica ad attecchire FOTO tuttomotoriweb

Il Coronavirus nei bambini sembra attecchire con maggiori difficoltà. Lo si evince dai dati relativi alle migliaia di persone contagiate, ad oggi oltre 60mila in tutto il mondo. anche se di queste quasi il 100% risiede in Cina, nella regione dove si trova la megalopoli di Wuhan. Città da 11 milioni di abitanti, ritenuta la fonte di origine della pandemia. Il virus CoVid-19, come è stato ufficialmente denominato dagli scienziati, è attualmente oggetto di studio da parte degli specialisti di tutto il mondo allo scopo di ricavare un vaccino in grado di contrastarne gli effetti. Ci vorranno però tra i 12 ai 18 mesi affinché si possano avere i primi risultati. Nel frattempo i governi e le autorità sanitarie di tutto il mondo sono all’opera per cercare di contrastare e di arginare la malattia, anche con farmaci preesistenti e che pare mostrino efficacia nel combattere la patologia. Difatti ci sono anche dei casi in cui alcune persone sono riuscite a guarire dal Coronavirus. Ci si chiede come mai i bambini comunque restino sostanzialmente non interessati dal contagio.

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Coronavirus bambini, non si sa perché la patologia con loro non abbia grande impatto

Le motivazioni non sono del tutto chiare, ma come fa sapere la Società Italiana di Padriatria, ci sarebbero due possibili spiegazioni. Una riguarda una effettiva minore esposizione nei luoghi dove più facilmente potrebbe avere proliferato il virus, quando tutto è cominciato. Si ritiene che la probabile fonte di origine sia un mercato molto frequentato di Wuhan. O più verosimilmente, deve esserci qualcosa nei loro organismi in grado di rispondere in maniera diversa al virus. Ma un dubbio resta: quello sulla effettiva veridicità dei dati trasmessi dalle autorità sanitarie cinesi, che potrebbero non essere così accurate. Certo è strano che proprio i bambini risultino particolarmente resistenti al Coronavirus, viste le possibili difficoltà da parte loro a prendere le dovute misure di sicurezza indicate, come il lavarsi le mani di frequente o coprirsi la bocca.

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“Sintomi più lievi coi più piccoli”

Molti comportamenti da parte dei più piccoli spesso favoriscono la diffusione di germi. Ma in questo caso sembra che le cose vadano diversamente. Fino allo scorso 22 gennaio nessun caso inerente minori di 15 anni era stato segnalato. C’è stato poi il ricovero di una neonata di 4 mesi, che però risulta guarita entro 14 giorni. Alcuni ricercatori statunitensi hanno pubblicato uno studio sulla rivista di settore ‘New England Journal of Medicine’ condotto su 425 soggetti infettati. Tra di loro non c’era nessun under 15 per l’appunto. Questo ha portato gli studiosi a ritenere che i bimbi potrebbero mostrare dei sintomi più lievi rispetto agli adulti o che siano naturalmente portati ad avere meno probabilità di ammalarsi.

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Indice di mortalità del Coronavirus basso

In un’altra situazione un bambino di 10 anni ha contratto il Coronavirus per contatto diretto con un parente infetto. Ma non presentava sintomi: non aveva febbre né valori del sangue alterati né altro. E comunque la letalità della malattia resta bassa, pari a circa il 2%. Le vittime sono circa 1400, a fronte di poco più di 60mila contagi. La Sars fece 8mila infettati e 774 morti tra 2002 e 2003, e sempre con pochissimi bambini coinvolti.

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