Ufficializzato il passaggio di Robert Kubica al DTM. Per il polacco sarà l’ennesima sfida nell’automobilismo competitivo. Ma cosa può davvero fare?

Robert Kubica (©DTM Twitter)

 

Questo giovedì è stato reso noto che il polacco nel 2020 correrà nel campionato turismo tedesco. Un impegno che si andrà a sommare a quello in F1 nelle vesti di pilota di riserva dell’Alfa Romeo, con lo scopo di mantenerlo a contatto con le gare e con il confronto diretto con gli avversari in pista.

A 35 anni suonati Kubica comincerà di nuovo da zero andando ad affrontare una tipologia di corse per lui inedita e tra l’altro in ambito nazionale, uno dei fattori a cui Robert non è abituato. Cresciuto a pane e serie mondiali, per la prima volta dall’epoca kart, il driver di Cracovia si troverà a lottare soltanto tra Audi, Mercedes e BMW in piste germaniche, o al massimo inglesi, olandesi e italiane.

Detta così potrebbe essere sembrare una semplificazione del lavoro, ed invece, un ambizioso del suo calibro potrebbe alla fine sentirsi schiacciato dalla ristrettezza e dalla ripetitività. Lui intanto dal canto suo nicchia e plaude all’ingresso in una categoria, a quanto pare, sempre amata.

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Il DTM mi è sempre piaciuto e i test fatti a dicembre a Jerez de la Frontera mi hanno lasciato delle ottime sensazioni“, ha buttato lì il polacco evidenziando come una volta al volante della BMW M4 si sia immediatamente trovato a proprio agio.

Difficile capire ad oggi cosa potrà davvero fare. Uscito dal WRC per un numero eccessivo di incidenti, dopo un’incursione senza grossi obiettivi nell’endurance il vincitore del GP del Canada 2008 è rientrato nel Circus deludendo le attese e probabilmente anche sé stesso.  Se quindi andiamo a guardare la sua parabola, in Germania potrebbe salire sul podio ma nulla più. Staremo dunque a vedere. Una cosa è certa, però, la presenza di un personaggio della sua caratura farà bene alle finanze del campionato.

Chiara Rainis