Coronavirus, i cinesi minacciano l’Italia: “Ve la faremo pagare”

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Rabbia della Cina nei confronti dell’Italia: numerosi utenti mandarini, anche rivolgendo minacce, si sono scagliati contro il Bel Paese accusandolo delle misure eccessivamente restrittive e di non essere stata solidale in questo momento di grave emergenza causato dal contagio da nuovo coronavirus.

Coronavirus OMS potente
(foto dal web)

Ad un quadro già drammatico ora si aggiunge anche la rabbia, quella di alcuni cittadini cinesi nei confronti dell’Italia. Il Bel Paese da sempre simbolo di ospitalità è stato ora tacciato dal popolo mandarino di non essere stato solidale in questo tragico frangente d’emergenza dettato dall’epidemia da nuovo coronavirus. Paragonata all’America, l’Italia secondo gli utenti di WeChat (social cinese) con le sue drastiche misure avrebbe “colpito” il Dragone proprio ora nel momento del bisogno. I commenti sono stati molto duri, alcuni di essi anche minatori.

Coronavirus, i cinesi attaccano l’Italia: minacce su WeChat

America, Italia: la Cina non dimenticherà quello che ci avete fatto. In questa situazione persino il Giappone è stato molto solidale con noi”. Il che è tutto dire considerato che la rivalità tra le due potenze orientale è più che storica. Intanto, a seguito delle misure attuate dal Bel Paese nei confronti della Cina, gli abitanti di quest’ultima hanno  inteso questa prevenzione come una sorta di assenza di umanità. I commenti, rivolti all’Italia spesso minacce, che si leggono su WeChat in relazione all’emergenza da nuovo coronavirus sono chiari: “Non andrò mai più in Italia” ed ancora “Italia, ci ricorderemo di te: né generosa né onesta!. Parole che pesano in un contesto già di difficile gestione. I commenti, riporta Il Messaggero, sono stati riportati all’interno di un articolo redatto dopo che il viceministro degli esteri cinese Chang Qingang ha incontrato l’ambasciatore italiano a Pechino. Nel corso del vertice sono state chieste spiegazioni in  merito al blocco dei voli da e per la Cina, drastica misura attuta in Europa solo dall’Italia. Nel medesimo articolo, riporta Il Messaggero, viene spiegato che dopo l’allarme dell’epidemia, la decisione di sospendere il traffico aere è stata presa unilateralmente senza alcun tipo di consultazione con il governo cinese. Non è mancata la reazione dell’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari, il quale ha dichiarato: “L’Italia comprende e prova empatia per il disagio dei cittadini cinesi bloccati in Italia, si rammarica per loro, intende approvare la richiesta delle compagnie aeree cinesi per ripristinare al più presto parte dei voli di andata e ritorno; altresì si impegna – riporta Il Messaggero- per far tornare alla normalità i rapporti e gli scambi fra i due Paesi”. Ma ovviamente, in condizioni come quella di specie, non prevale il buon senso e la buona fede non viene colta. I commenti degli utenti mandarini sono molto duri: “Ve la faremo pagare quando finirà l’epidemia” ed ancora:“Lupi italiani che tengono in ostaggio i nostri connazionali: questa è un’ingiustizia per la Cina; i cinesi nei loro cuori sanno ben distinguere chi gli fa del bene e chi gli fa del male. Se continui a colpire chi è già caduto a terra, non ti ritornerà nulla di buono”. Ma non finisce qui: “La Cina deve prendere nota dei Paesi che l’hanno buttata ancora più giù in tempo di crisi”, ed ancora riporta Il Messaggero, “Italia, prima o poi faremo i conti”, “Noi cinesi non dobbiamo più andare in questi Paesi”, “Nelle avversità bisogna aiutarsi, non voltare le spalle né peggiorare ancor di più la situazione”. Come si dice? Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: numerosi sono i cinesi che hanno compreso la necessarietà della misura.

Un dato importante e da non sottovalutare, riporta Il Messaggero, è che nel 2019 nella città di Roma nonché nella sua provincia i turisti cinesi, circa 600mila, hanno fatto girare e di molto l’economia. La maggior parte di loro, ha alloggiato in hotel a 4 e 5 stelle ed ha speso quantità di denaro copiose per effettuare acquisti. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha spiegato che al momento i collegamenti con la Cina rimarranno sospesi e che il blocco verrà eliminato allorquando l’emergenza sanitaria sarà rientrata.

Intanto i numeri del contagio da nuovo coronavirus continuano a salire, si parla di 60.348 casi, e con esso anche quello dei decessi: ad oggi i morti sono 1.369. La Covid-19, così la comunità scientifica ha denominato la malattia respiratoria derivante dal 2019-nCoV, seppur maggiormente diffusa in Cina o comunque in oriente continua a tenere stretta nella morsa della paura l’intero Pianeta.

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Coronavirus Cina
(Getty Images)