Come funziona la detrazione Irpef del canone d’affitto

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Da quest’anno le spese soggette a detrazione fiscale dovranno essere sostenute con mezzi di pagamento tracciabili come carte di credito, bancomat, bonifici o altro per essere riconosciute. Come funziona per il canone d’affitto?

Come funziona la detrazione Irpef del canone d'affitto
Chiavi di casa (foto Pixabay)

Le spese riguardate dal provvedimento sono quelle dell’articolo 15 del TUIR, fra cui: spese sanitarie, spese per istruzione, spese funebri, canoni di affitto sostenute da studenti universitari fuori sede, spese veterinarie e altro ancora.

Le uniche spese che potranno ancora essere sostenute con i contanti sono i medicinali e i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

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Come detrarre il canone d’affitto?

La nuova normativa riguarda le spese soggette a detrazione fiscale del 19% di cui all’articolo 15 del TUIR. L’obbligo di tracciabilità dei pagamenti non è quindi previsto per le spese detraibili in percentuali diverse oppure  in misura fissa.

Tra queste ci sono le detrazioni dei canoni d’affitto, riconosciute ai conduttori dei di contratti di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale.

Si tratta di un’agevolazione disciplinata all’articolo 16 del Tuir

Pertanto, le detrazioni spettanti per i canoni d’affitto per immobili adibiti ad abitazione principale verranno riconosciute anche se pagate in contanti in quanto non rientrano nel nuovo provvedimento sulle detrazioni.

Se invece la casa in locazione non è la prima casa, la detrazione a fronte di pagamenti in contanti non potrà essere effettuata. E’ il caso degli studenti e/o i lavoratori fuori sede: dovranno effettuare i pagamenti dei canoni di locazione in modo tracciabile.

Importi del canone d’affitto detraibile

Gli importi dei canoni d’affitto oggetto di detrazione variano in base al reddito del conduttore:

  • per affitto abitazione principale: 300 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • per affitto abitazione principale: 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30987,41 euro;
  • per affitto con cedolare secca: 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • per affitto con cedolare secca: 247,90 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro;
  • per giovani tra i 20 e i 30 anni: 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • per lavoratori dipendenti fuori sede: 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • per lavoratori dipendenti fuori sede: 495,80 se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.
Come funziona la detrazione Irpef del canone d'affitto
Casa vintage (foto Pixabay)