Coronavirus, è ufficiale: rinviato il GP di Cina. La posizione della Ferrari

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La Fia ha deciso di cancellare il Gran Premio di Cina di F1: lo ha comunicato oggi. Ma i team, Ferrari compresa, spingono per il rinvio

La bandiera della Cina (Foto Ferrari)
La bandiera della Cina (Foto Ferrari)

Arriva l’annuncio definitivo della decisione di rinviare il Gran Premio di Cina di Formula 1, a causa dei timori per la salute legati all’epidemia di coronavirus. Le autorità dell’automobilismo avevano già comunicato che stavano “monitorando” la situazione allarmante dei contagi, e ora la Federazione internazionale dell’automobile ha diramato un nuovo comunicato stampa.

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“In vista della continua diffusione del coronavirus e a seguito dei colloqui in corso con la Federazione cinese e l’assessorato allo Sport di Shanghai, il promotore del Gran Premio di Cina, Juss Sports Group, ha ufficialmente richiesto il rinvio della gara 2020”, si legge nella nota. “La Fia, insieme alla Formula 1, ha deciso di accettare questa richiesta ufficiale. Per via dei timori per la salute e alla luce della dichiarazione, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, del coronavirus come emergenza sanitaria globale, la Fia e la Formula 1 hanno intrapreso queste misure per assicurare la salute e la sicurezza dello staff, dei partecipanti al campionato e dei tifosi, che resta in cima alle nostre preoccupazioni. La Fia e la F1 continueranno a lavorare a stretto contatto con i team, il promotore della gara e le autorità locali per monitorare lo sviluppo della situazione. Tutte le parti coinvolte si prenderanno il tempo necessario per studiare la possibilità di fissare date alternative per il Gran Premio in caso di miglioramento della situazione”.

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La Ferrari vuole correre in Cina

Il passo successivo dovrebbe poi essere concordato insieme alle scuderie nel corso della prossima settimana, a margine dei test pre-campionato di Barcellona. La posizione dei team sembra unanimemente favorevole all’ipotesi di tentare di correre comunque in Cina, probabilmente in autunno, per non perdere la vetrina in un mercato importante per le Case e gli sponsor.

Lo aveva sottolineato nei giorni scorsi il team principal della Mercedes, Toto Wolff, e lo ha ribadito anche la sua controparte della Ferrari, Mattia Binotto, ieri a margine della presentazione della SF1000: “Dal punto di vista sportivo, sarebbe brutto perdere un GP, è sempre bello poter andare in Cina”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport. “Avere un mese senza gare sarebbe complicato anche per la F1”.

Trovare un posto alternativo per il Gran Premio di Cina in un calendario 2020 già molto fitto, il più lungo nella storia della Formula 1, però, potrebbe rivelarsi un’impresa molto complicata: “Recuperarlo più avanti sarà complicato, dato che ci aspetta un campionato molto denso, con sette coppie di gare in settimane consecutive. Il periodo diventerebbe complesso”. La situazione non sembra di semplice soluzione.

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La Ferrari in pista a Shanghai, pista del Gran Premio di Cina di F1 (Foto Ferrari)
La Ferrari in pista a Shanghai, pista del Gran Premio di Cina di F1 (Foto Ferrari)