Coronavirus, un 17enne lancia un appello disperato da Wuhan, da dove non è riuscito ancora a tornare in Italia

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Coronavirus, l’appello del giovanissimo rimasto ancora a Wuhan (Getty Images) 

Mentre la quarantena della città di Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus, procede, dalla Cina procede il rimpatrio dei nostri connazionali. Con un caso che fa discutere. Uno studente di 17 anni per la seconda volta non è riuscito a imbarcarsi e a tornare in Italia. Il ragazzino è stato lasciato a terra nuovamente per poche linee di febbre dalle autorità cinesi. E così, l’aereo della Royal Air Force, che ha accolto 8 italiani, è partito senza di lui. Originario di Grado, in provincia di Gorizia, è assistito da medici e personale dell’ambasciata, ma vive ormai in una città fantasma e attende solo di poter tornare in Italia. “Sono triste, è la seconda volta che non parto, non ce la faccio più”, ha confidato a uno degli italiani poi partiti con il volo. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha però ribadito che si farà tutto il possibile per risolvere quanto prima la questione. In queste ore, un Boeing 767 kc dell’aviazione italiana potrebbe dirigersi nuovamente a Wuhan. Si tratta di un aereo diviso in tre aree. Nell’ultima, definita area rossa, sarà ospitato il ragazzo. La zona si trova in coda al velivolo e ha un sistema di aerazione autonomo, per evitare rischi di contagio. La parte centrale, area gialla, è quella deputata alla decontaminazione di medici e infermieri che assisteranno il ragazzo, che si troveranno normalmente nell’area verde, in testa all’aereo. Una volta tornato in Italia, il 17enne sarà sottoposto come tutti a una quarantena di due settimane, per scongiurare il contagio.