La prossima settimana, a margine dei test di Barcellona, il vertice decisivo: sul tavolo anche la cancellazione di tutta la prima parte del Mondiale

La Ferrari in pista al Gran Premio di Cina 2019 di Formula 1 (Foto Charles Coates/Getty Images)
La Ferrari in pista al Gran Premio di Cina 2019 di Formula 1 (Foto Charles Coates/Getty Images)

Il giorno della verità è fissato tra una settimana a Barcellona, a margine dei test pre-campionato che riaccenderanno i motori della Formula 1 per il 2020. In quell’occasione gli organizzatori del Mondiale a quattro ruote si riuniranno con i rappresentanti di tutte le scuderie per prendere la decisione definitiva sulla sorte del Gran Premio di Cina, messo a rischio dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus.

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Per il momento il gruppo americano che gestisce i diritti commerciali del campionato, Liberty Media, insieme alla Federazione internazionale dell’automobile, si è limitato a far sapere che “sta monitorando” la situazione, e nulla più. Ma l’impressione degli addetti ai lavori è che non ci sia alcuna reale possibilità di proseguire con la gara di Shanghai, almeno nella data originariamente prevista del 19 aprile. La decisione più probabile è quella che venga rimandata, come già deciso dalla Formula E per l’ePrix di Sanya, che si sarebbe dovuto tenere il prossimo 21 marzo.

Gran Premio di Cina verso lo slittamento

Rimandato, sì, ma a quando? L’idea originale era quella di scambiare le date con il Gran Premio di Russia del 27 settembre, ma l’ipotesi è stata bocciata dagli organizzatori di Sochi. Le altre due eventualità che restano sul tavolo sarebbero quelle di inserire la trasferta cinese tra le gare in Russia e in Giappone (ovvero tra il 27 settembre e l’11 ottobre), oppure tra quelle in Brasile e Abu Dhabi (tra il 15 e il 29 novembre). In entrambi i casi si aggraverebbe lo sforzo logistico per le squadre: nel secondo addirittura costringendole a rimbalzare da un capo all’altro del mondo nell’arco di appena due settimane.

Ma negli ultimi giorni si sta facendo strada anche un’altra possibile soluzione, decisamente più drastica: quella di cancellare l’intera prima parte del campionato. Ovvero quella che si dovrebbe tenere nella zona orientale, tra Asia e Oceania (i Gran Premi di Australia, Bahrein, Vietnam e Cina), tutta potenzialmente a rischio perché molto vicina alla zona calda del contagio. Questo sarebbe il modo per far partire la stagione di Formula 1 direttamente in Europa (in Olanda, il 3 maggio) e farla poi rimanere in occidente almeno fino a settembre, quando è in programma il GP di Singapore.

Per ora si tratta solo di un eventuale piano B d’emergenza, ma il Corriere dello Sport scrive oggi che anche di questo si parlerà durante il vertice spagnolo della settimana prossima. Nello scenario peggiore, se anche l’Organizzazione mondiale della sanità dovesse dare indicazioni precise in merito, il calendario della Formula 1 2020 potrebbe uscirne davvero completamente stravolto.

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La Mercedes in pista al Gran Premio di Cina 2019 di Formula 1 (Foto Greg Baker/Afp/Getty Images)
La Mercedes in pista al Gran Premio di Cina 2019 di Formula 1 (Foto Greg Baker/Afp/Getty Images)