Il glamour, l’opulenza e l’inutilità di certi capricci della F1 in un momento tanto difficile per il mondo hanno stancato anche gli stessi interessati. Ecco cosa potrebbe succedere a breve.

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Ebbene sì sulla scia della crisi globale e dei messaggi ambientalisti alla Greta Thunberg, anche il Grande Circo a ruote scoperte sarebbe sulla strada della redenzione. Con ogni probabilità a breve ci troveremo ad archiviare l’idea di una F1 tutta sprechi e strutture megagalattiche nel paddock, per capirci, quella amata da personaggi come Flavio Briatore, per lasciare spazio alla moderazione e alla stretta necessità.

Secondo Liberty Media la carovana produce troppo inquinamento, in particolare per il trasporto di quei motorhome che ogni anni diventato più grandi e maestosi, ecco perché in tempi ravvicinati dovranno sparire. Tra l’altro entro il 2030 la massima serie ha annunciato di voler diventare carbon neutral, dunque se dovrà davvero farlo dovrà iniziare proprio dalla riduzione dei bilici messi in strada e dall’ottimizzazione dei viaggi ed evitare andirivieni senza senso, così da diminuire le emissioni di CO2.

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Addirittura il responsabile sportivo dell’ente proprietario Ross Brawn ha parlato di abolizione del trasporto su gomma, da sostituire con quello su rotaia o via mare. “Il treno è molto efficiente, così come la nave. Stiamo esaminando tutta la logistica per capire come ridurre al minimo l’inquinamento“, il pensiero dell’ingegnere britannico riportato da Motorsport.com.

In effetti i numeri attuali fanno impressione. Nel 2019, soltanto per i GP europei, le squadre di F1, la Pirelli e la FIA hanno usufruito di ben 315 camion. Per quanto concerne le faraoniche hospitality, che richiedono l’utilizzo di numerosi mezzi per portarli in pista, nonché forza lavoro per montarli, l’idea di base sarebbe quella di creare delle casette stabili come in buona parte dei tracciati fuori dal Vecchio Continente in modo da snellire la procedura logistica e salvaguardare il pianeta.

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Chiara Rainis