La storia di Fabio dato per spacciato a causa di un tumore: “Mi davano per morto”

Fabio, un avvocato trevigiano ha raccontato di essere stato operato più volte per un tumore al colon e di essere rimasto in vita grazie alla collaborazione di diversi specialisti.

batterio killer
Ospedale (Getty Images)

Fabio, un noto avvocato trevigiano, ha voluto parlare della malattia che lo ha colpito otto anni fa e, per cui alcuni medici gli avevano dato solo alcuni mesi di vita. All’uomo, ora 58enne, nel maggio 2012 venne diagnosticato un tumore al colon delle dimensioni di una palla da tennis e numerose lesioni che ricoprivano il fegato. Fabio, dunque, si recò da diversi specialisti, i quali gli consigliarono univocamente di rivolgersi al professor Lorenzo Capussotti, pioniere della chirurgia oncologica-epatica in Italia che, in collaborazione con diversi altri medici, riuscì ad operare il tumore diagnosticato all’avvocato che per altri specialisti sembrava essere spacciato.

La storia di Fabio, l’avvocato dato per spacciato a causa di un tumore: “Questi 7 anni sono stati un’eternità”

Otto anni fa mi davano per morto. Quel maledetto tumore sembrava dovesse uccidermi. Ma sono ancora qui. Per quattro volte sono finito sotto i ferri ma alla fine, grazie ai medici, ho sconfitto il cancro. E lo devo a un’équipe specialisti di chirurgia oncologica che, da mezza Italia, ha lavorato unendo le forze. E in prima fila c’era la chirurgia oncologica del primario Marco Massani“. Queste le parole, riportate dalla redazione de Il Gazzettino, di Fabio, un noto avvocato trevigiano a cui otto anni fa, nel maggio 2012, venne diagnosticato un tumore al colondelle dimensioni di una palla da tennis” e numerose lesioni che ricoprivano il fegato. Una volta riscontrata la grave patologia, Fabio contattò diversi specialisti, i quali consigliarono tutti il professor Lorenzo Capussotti, pioniere della chirurgia oncologica-epatica in Italia: “Solo lui può dire se c’è ancora una speranza“. Il luminare, come riporta Il Gazzettino in un articolo di Roberto Ortolan, confermò la diagnosi e decise di collaborare con l’equipe del professor Nicolò Bassi del Ca’ Foncello e col suo aiuto Marco Massani e con all’epoca primario di Oncologia di Treviso Giovanni Rosti, a cui si aggiunse il direttore dell’Oncologia Gastro Intestinale dello Ieo di Milano dell’epoca Nicola Fazio. L’intera equipe medica, formata da professionisti del settore, ha unito le proprie forze operando il legale: “Seguirono tre interventi – racconta Fabio, come riporta Il Gazzettino che vennero affidati al dottor Massani. Il successo sembrò totale. Ma quasi subito venne individuata una nuova lesione, quasi irraggiungibile. E il dottor Massani riprese in mano i ferri. Il tumore fu raggiunto ed eliminato, ma non per la parte più nascosta. Ci provò allora il professor Marcus Diüx dell’ospedale di Francoforte. Inutilmente. A quel punto Capussotti chiamò tutti a raccolta“. Purtroppo, nel giugno 2014, il dottor Capusotti morì a causa di un infarto: “A operarmi al Ca’ Foncello fu il dottor Massani. E se io oggi sono qui a raccontarlo lo devo a lui e alla collaborazione tra medici di diversi ospedali. Una storia – conclude l’avvocato – che è un esempio di collaborazione positiva tra ospedali d’eccellenza. Questi 7 anni, per me, sono stati un’eternità ma grazie a bravi professionisti è stato raggiunto un traguardo inimmaginabile quando, nel 2012, mi diedero 6 mesi di vita. E non parlo solo dei medici, ma anche di infermieri e collaboratori“.

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Ospedale Ca'Foncello di Treviso
Ospedale Ca’Foncello di Treviso (foto dal web)