Sars e nuovo coronavirus: cosa li accomuna e cosa li differenzia

0
104

Il 2019-nCoV e la Sars posseggono numerose analogie, ma anche una importante differenza: seppur entrambi dovuti a coronavirus incubati probabilmente nei mercati, il tasso di mortalità è nettamente superiore nell’infezione del 2002-2003

Coronavirus
Coronavirus (foto dal web)

L’epidemia da 2019-nCoV e quella da Sars hanno alcuni tratti che le rendono simili, ma altri che invece le distinguono nettamente. Seppur il numero di vittime del nuovo coronavirus ha superato quello registratosi nel 20022003, la Sars continua ad essere più letale. Il Corriere della Sera ha stilato una lista di analogie e differenze fra i due.

Nuovo coronavirus e Sars: analogie e differenze

In primo luogo sia il 2019-nCoV che la Sars sono dovuti a coronavirus e le relative epidemie avrebbero avuto quale focolaio un luogo in cui l’uomo è venuto direttamente a contatto con animali sì da rendere possibile il passaggio del virus tra i generi. Stando a quanto riporta Il Corriere della Sera, infatti, il primo incubatore di Sars fu un uomo che commerciava pesce e l’host sarebbe stato lo zibetto, mentre di 2019-nCoV il mercato di Wuhan.

Un’altra analogia riguarda il silenzio della Cina circa le epidemie. Quanto alla Sars già nel novembre del 2002 erano state registrate morti sospette ed i livelli d’allerta si erano innalzati, ma il governo mandarino, chiamato a rispondere dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, disse che la situazione era sotto controllo e che le infezioni derivavano dalla Chlamydia. Solo nel febbraio del 2003, riporta Il Corriere della Sera, venne lanciato l’allarme ufficiale. Anche nel caso del 2019-nCoV c’è stato un ritardo, ma il divario di tempo tra i primi casi e la declaratoria di emergenza è stato sensibilmente ridotto.

Tra le prime vittime della Sars ci fu un medico italiano che lavorava ad Hanoi, Carlo Urbani il quale visitò un paziente quando ancora non si conosceva la pericolosità del virus. Riuscì a mettere in guardia, riporta Il Corriere della Sera, la comunità scientifica e per questo alla moglie venne consegnata la medaglia d’oro dall’allora Presidente della Repubblica. Anche il 2019-nCoV ha avuto una vittima che ha fatto della lotta alle malattie la propria missione di vita: si tratta del dottor Li Wenliang, il quale venne accusato di procurato allarme dopo che a fine dicembre si accorse di una nuova epidemia e ne parlò con i propri specializzandi.

La differenza maggiore consiste invece nel maggior tasso di letalità della Sars, ma di converso nella sua minor diffusione rispetto al 2019-nCoV. Ed infatti, quest’ultima ha superato di gran lunga i numeri dell’infezione del 2002, tuttavia il tasso di mortalità della Sars è del 9,5% mentre del nuovo coronavirus del 2%.

Leggi anche —> Coronavirus, pubblicato il “Diario di Wuhan”: incredibili rivelazioni

Coronavirus Cina
(Getty Images)