Arbitro
(foto dal web)

Paolo Ziliani ha parlato al Fatto Quotidiano dell’ascesa alla presidenza all’Associazione Italiana Arbitri di Nicchi. Ombre di una nuova Calciopoli

Paolo Ziliani ha parlato al Fatto Quotidiano dell’ascesa alla presidenza all’Associazione Italiana Arbitri di Nicchi. Ombre di una nuova Calciopoli: “Perché il calcio italiano è diventato questa indegna cosa cui ogni giorno ci tocca assistere? Perché i fatti succedono senza che nessuno ci faccia caso. Anche se sono importanti. Anche se produrranno conseguenze irreparabili. Come nel 2009 quando Marcello Nicchi diventa presidente nazionale AIA (associazione italiana arbitri). Sono passati tre anni da Calciopoli e a capo del movimento spunta un ex dal passato imbarazzante. Il figlio di Pairetto, Luca, con Nicchi a capo dell’AIA di strada ne ha fatta nonostante i continui pastrocchi (l’ultimo: i 7 ammoniti più un espulso della Roma nel 2-4 contro il Sassuolo)”.

Nuova Calciopoli, il precedente attacco dell’ex arbitro Boggi

Hanno sollevato un polverone, le dichiarazioni di Robert Anthony Boggi ex arbitro all’indomani delle polemiche arbitrali per Juventus-Fiorentina. L’ex fischietto internazionale ha fatto riferimento ad un possibile nuovo scandalo Calciopoli, con parole che gli sono costate la querela da parte dell’Associazione Italiana Arbitri. Ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha dichiarato: “Mi dimisi a novembre del 2013, dopo pochi mesi mi arrivò una comunicazione per un processo perché avevo parlato male di Nicchi. Loro sono scientifici, devono colpire tutti gli avversari. Sono preoccupato per i giovani arbitri che sono vittime di un sistema. Se non fosse stato per me, molti degli arbitri di oggi non avrebbero fatto neanche una partita in Serie B. Quella che è stata una volta Calciopoli, lo sarà ancora e non ci sarà più modo di tornare indietro”. Questo il primo intervento di Robert Antony Boggi che ha acceso una polemica infinita con gli arbitri. L’AIA ha deciso di querelare l’ex fischietto, e in un comunicato ufficiale ha parlato di “dichiarazioni  contrarie a verità e, per di più, con un contenuto gravemente lesivo della reputazione e della dignità degli organi direttivi democraticamente eletti e degli Arbitri federali in attività. Gli arbitri si dovrebbero preoccupare, invece di essere coccolati o guidati, un minimo di democrazia interna farebbe bene. Se si sono offesi sulla questione di calciopoli, la preciso. Se è successa Calciopoli con 44 arbitri da gestire, non è più semplice che accada su 20? Ci sono tutti i presupposti, se questa è un’offesa. Nicchi non avrebbe dovuto fare il terzo mandato, figuriamoci il quarto, cos’è una monarchia? C’è bisogno di giovani in quest’associazione”.

calcio a cinque coma
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