Alcuni studi hanno evidenziato risultati contrastanti in merito al possibile legame tra l’aumento dei tumori al cervello e l’esposizione alle onde elettromagnetiche degli smartphone.

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(foto dal web)

Secondo i dati pubblicati dall’Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica) nel 2019 si sono registrati 371mila casi di tumore (196 mila negli uomini e 175mila nelle donne). A preoccupare, secondo tali statistiche è la crescita dell’incidenza fra gli adolescenti. Le varie associazioni internazionali da anni studiano quali possano essere le cause dell’insorgenza della patologia e quali fattori ne possano aumentare l’incidenza. Tra questi, uno dei quesiti di maggior rilievo è quale possa essere il pericolo dell’esposizione alle onde elettromagnetiche di antenne e cellulari.

Tumori al cervello e smartphone: gli studi della scienza ed i consigli per evitare i rischi

Uno studio del National Toxicology Program pubblicato a marzo 2018, così come quello dell’Istituto Ramazzini, ha provato a dare una risposta sull’eventuale rischio dell’esposizione alle onde elettromagnetiche di antenne e cellulari in relazione al tumore al cervello. Entrambi gli studi, come riporta Il Corriere della Sera, hanno messo in evidenza l’aumento del glioblastoma e delle cellule di Schwann esponendo diverse migliaia di cavie (ratti) ad onde radio. Nello specifico, gli scienziati statunitensi hanno esposto migliaia di cavie alle radiofrequenze a 900 MHz per tutto il giorno ad intermittenza, cercando di simulare l’uso giornaliero dello smartphone, mentre gli esperti del Ramazzini alle antenne 3G (1,8 GHz) in maniera continua per 19 ore al giorno. I risultati hanno dimostrato l’aumento dell’incidenza del tumore di 4 volte negli ultimi vent’anni. Altri tre studi, invece, riporta Il Corriere della Sera, hanno prodotto un risultato negativo esponendo un numero inferiore di cavie per un periodo di tempo più corto (inferiore ai due anni). A questi lavori si aggiunge una pubblicazione del Ministero della Salute francese che evidenzia la crescita del tumore del cervello di ben quattro volte nell’arco temporale che va dal 1990 al 2018. Questi risultati, dunque, non concordano e praticamente ancora tutto il mondo si chiede quali siano i rischi dell’esposizione alle onde dei cellulari. Intanto, in assenza di prescrizioni obbligatorie sull’uso dei cellulari, vi sono alcuni accorgimenti che, come riporta Il Corriere, possono essere seguiti:

  • Evitare di tenere lo smartphone appoggiato all’orecchio, ma almeno a 5 cm di distanza;
  • Utilizzare sempre l’auricolare durante le conversazioni telefoniche;
  • Evitarne il più possibile l’uso quando si è in auto o in treno;
  • Spegnere il Wi-Fi durante la notte e non tenere il cellulare acceso sul cuscino del letto o sul comodino
  • Per i maschi è consigliato di non tenerlo nella tasca dei pantaloni per evitare una distanza molto ravvicinata con le parti intime.

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Smartphone in carica (foto dal web)