Incidente Frecciarossa, parlano i cinque operai indagati

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I cinque operai di Rete ferroviaria italiana, ora indagati per il deragliamento del treno Frecciarossa in provincia di Lodi che ha causato la morte di due macchinisti, hanno deciso di rispondere alle domande degli inquirenti.

Treno deragliato Lodi
Il treno deragliato in provincia di Lodi (Getty Images)

I cinque operai di Reti Ferroviarie Italiane, indagati nell’ambito dell’inchiesta sul deragliamento del Frecciarossa nel Lodigiano verificatosi lo scorso 6 febbraio ed a seguito del quale Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo hanno perso la vita, hanno deciso di rispondere alle domande degli inquirenti fornendo la propria versione dei fatti. I dipendenti di Rfi hanno spiegato la loro posizione e ribadito ulteriormente ciò che avevano già affermato quando nell’immediatezza dei fatti vennero sentiti come testimoni.

Lodi, incidente Frecciarossa: parlano i cinque operai di Rfi

Avrebbero voluto chiarire cosa sarebbe successo prima del deragliamento i cinque dipendenti ora indagati a seguito dei fatti occorsi il 6 febbraio, rispondendo alle domande degli inquirenti nonostante il poco tempo per poter approntare una difesa. Così, riporta l’Agi, si sarebbero recati intorno alle 15:30 della giornata di ieri negli uffici della Polfer di Piacenza. Alla presenza dei propri avvocati, del pm di Lodi Giulia Aragno e gli investigatori Angelo Laurino e Marco Napoli avrebbero riferito la propria versione circa l’ipotesi contestagli di non aver compiuto adeguatamente alcune attività che avrebbero poi condotto al disastro. Nello specifico le accuse mosse ai cinque riguardano un deviatoio lasciato scorrettamente sulla linea: per gli investigatori la segnalazione di guasto con relativa richiesta di riparazione sarebbe stata fatta ma non eseguita da chi di competenza. Tant’è che la centrale di Bologna nulla avrebbe potuto considerato che come da protocollo lo scambio era divenuto invisibile ai monitor poiché disalimentato. Alle 4:45 del 6 gennaio scorso, riporta l’Agi, il problema non era ancora stato risolto, ma nonostante ciò 40 minuti dopo il convoglio dell’Alta Velocità è comunque transitato a quasi 300Km/h.

I cinque dipendenti di Rfi, riascoltati poiché le loro prime dichiarazioni rese in qualità di testimoni non erano più utilizzabili, affiancati dai propri legali e da esperti consulenti ora dovranno assistere a tutta una serie di accertamenti irripetibili che verranno eseguiti per cercare di determinare le cause che hanno condotto alla tragedia.

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Treno deragliato Lodi
Il treno deragliato il provincia di Lodi (Getty Images)