Coronavirus, diffusione tramite pacchi dalla Cina: la verità

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Coronavirus, allarme sulla nuova malattia: è psicosi sulla diffusione tramite prodotti dalla Cina, tutta la verità

Coronavirus
Coronavirus (foto Rainews) 

Tra le paure più diffuse relativamente al coronavirus, c’è quella della diffusione tramite prodotti in arrivo dalla Cina, magari pacchi postali o simili. Una psicosi che si sta diffondendo in Italia. Ma occorre tranquillizzare tutti: si tratta di una bufala. Lo chiarisce un popolare sito anti fake news, ‘Dottoremaeveroche’. Il sito è curato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) e la spiegazione che ne danno è la seguente: “Ci sono agenti infettivi capaci di resistere a lungo fuori dall’organismo umano, come quelli del virus del morbillo. Anche in quel caso, però, si tratta di un virus che non potrebbe sopravvivere a un viaggio lungo come quello di un volo diretto dalla Cina all’Europa. Ciò vale a maggior ragione per un virus meno contagioso come il coronavirus. Si tratta di un virus che gli scienziati hanno stimato poco più contagioso di una normale influenza stagionale. Inoltre, il contagio nel caso del coronavirus si ha attraverso un contatto stretto e prolungato tra le persone, perché le goccioline di saliva emesse con la tosse e gli starnuti riescano a trasportare una quantità di particelle virali sufficienti per infettare un altro individuo. Per le sue caratteristiche, il nuovo coronavirus non può trasmettersi incrociando casualmente una persona infetta per la strada, trovandosi nello stesso ambiente a distanza di qualche metro, né tramite alimenti o animali domestici. Nemmeno il venire a contatto con cinesi in sé è condizione sufficiente. Deve trattarsi di qualcuno che abbia viaggiato in Cina, nella regione di Hubei, negli ultimi 10-14 giorni. Si tratta del massimo periodo di incubazione, dopodiché il contagio è da escludersi”.