Come riconoscere il Coronavirus | i sintomi certificati

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Quando e come riconoscere il Coronavirus: i tratti che sembrano accomunare la malattia sorta in Cina ai comuni malanni di stagione.

Come riconoscere il Coronavirus
Come riconoscere il Coronavirus FOTO tuttomotoriweb

Nelle ultime settimane il Coronavirus sta mietendo contagi e vittime di giorno in giorno. La cosa riguarda quasi esclusivamente una parte della Cina, da dove la malattia ha tratto origine. In particolare il virus si è diffuso nella regione della enorme città di Wuhan. Ma non mancano anche casi di diffusione all’estero, con 27 paesi che si sono attivati per cercare di non farsi trovare impreparati nel caso in cui la situazione dovesse rivelarsi più complicata del previsto. Ci sono alcune raccomandazioni su come riconoscere il Coronavirus che arrivano direttamente dai Ministeri della Salute locali. Anche quello italiano si è prodigato nel fornire alcuni utili consigli ed indicazioni, in particolare sulle norme igieniche da rispettare. È bene ricordare che i sintomi del Coronavirus somigliano molto a quelli dell’influenza e dei malanni tipici della stagione fredda. Proprio per questo occorre non lasciarsi prendere dal panico ed ingigantire la cosa.

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Come riconoscere il Coronavirus, i sintomi noti

Possono quindi presentarsi dolori muscolari ed articolari, febbre alta, tosse e difficoltà nel respirare. Poi ci sono anche congiuntivite e disturbi dell’apparato gastrointestinale e diarrea. In casi più sporadici concorrono all’insorgere del Coronavirus anche stati confusionali e mal di testa. Ma è bene ricordare che va consultato un medico soltanto nel caso in cui tali condizioni di debilitazione fisica si rivelino essere croniche. Quindi presenti in maniera persistente e continua per 7-10 giorni. Nei casi più gravi il virus può provocare polmonite ed insufficienza renale. Con una stima comunque inferiore al 15% degli oltre 30mila casi fin qui riscontrati (il 95% ed oltre dei quali in Cina, n.d.r.). La malattia non ha un trattamento specifico né una cura apposita. Tuttavia è possibile seguire un certo percorso per cercare di mitigarne gli effetti. Gli esperti fanno affidamento su specifici farmaci già esistenti ed adibiti alla cura di svariate patologie, dall’Ebola all’Hiv, a seconda dei casi osservati.

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Il periodo di incubazione è più lungo di quello dell’influenza

Il periodo di incubazione viene fatto coincidere tra i 9 ed i 14 giorni ed è in pratica il tempo necessario per potere osservare i sintomi della malattia. Si tratta di tempi più lunghi rispetto a quando ad attecchire sia una semplice influenza. E comunque la maggior parte delle persone colpite da Coronavirus guarisce. Questo essenzialmente perché la malattia ha diversi ceppi, la maggior parte dei quali equiparabili proprio ad influenza o a raffreddore. Non è chiaro però se chi si è ammalato una prima volta possa poi ritenersi al sicuro in seguito. Infatti l’effetto degli anticorpi sviluppati durante una prima manifestazione della patologia è ancora tutto da verificare nel lungo periodo.

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