Coronavirus, cinque casi in Francia sulle Alpi, c’è anche un bambino

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Coronavirus (foto dal web)

Nuovi casi in Francia di coronavirus. Sarebbero cinque e tra queste anche un bambino. I contagiati erano in vacanza in uno chalet alpino

Altri cinque casi di coronavirus in Francia: a quanto raccontano i giornali sono stati contagiati da un cittadino britannico che, di ritorno da Singapore, ha condiviso con loro uno chalet di montagna. Niente di nuovo, se non l’ennesima conferma che la malattia – molto contagiosa – può essere trasmessa da persone che, se pur non asintomatiche, non hanno certamente sintomi che impediscono loro una vita normale. Cè’ anche un bambino di nove anni tra le cinque persone di nazionalità britannica appena ricoverate in Francia. Il piccolo si trovava con i genitori, due fratelli e altri sette connazionali sulle Alpi francesi. Intanto cresce l’allarme tra i turisti che affollano i resort dell’area.

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Federico Maurilli è un manager reggiano che da 5 anni si è trasferito per lavoro a Shanghai. A seguirlo in questa esperienza anche la moglie Chiara. Entrambi stanno vivendo in prima persona tutti i problemi che sta provocando il nuovo Coronavirus:  “L’epidemia del nuovo Coronavirus si sta sviluppando velocemente, come riportano i media. Al momento c’è la preoccupazione che si possa espandere ulteriormente, fuori controllo. Ci sono città in cui non è possibile uscire e non è permesso nemmeno spostarsi”. Malgrado la distanza, anche Shanghai sta vivendo una situazione particolare. “Si respira un’aria di desolazione, malgrado sia appena finito il Capodanno cinese e molti turisti arrivino qui a Shanghai. I locali hanno chiuso, pochi ristoranti aperti e sono vuoti. Pochi coffee shop aperti. Viene misurata la temperatura – racconta Maurilli – Entrate al caffè e vi misurano la temperatura in fronte e vi danno un liquido disinfettante lavamani. Nel caso tu abbia la temperatura superiore ai 37,5° C, viene segnalato, curato e controllato. E’ obbligatorio in questo momento l’uso della mascherina: se non l’avete, non potete entrare. Al momento abbiamo pensato di rimanere in città – dichiara – Non abbiamo deciso di spostarci o rientrare in Italia. Se la situazione si aggrava, potremmo prendere decisioni diverse”.

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