Maverick Vinales 18° al termine della terza giornata di test. Ma lo spagnolo non è preoccupato: “Abbiamo migliorato la moto”.

Maverick Vinales
Maverick Vinales (getty images)

Il pilota ufficiale Yamaha Maverick Vinales non brilla nel test della Malesia. Al termine della terza giornata risulta diciottesimo con un gap di otto decimi dal best lap di Fabio Quartararo. Ma il risultato finale non preoccupa il pilota di Figueres che ha preferito puntare sull’evoluzione della M1, per adattarla al meglio al suo stile di guida. D’altronde con l’addio imminente di Valentino Rossi dal team factory, lo sviluppo della moto è adesso soltanto nelle sue mani.

Vinales lascia la Malesia soddisfatto: “Oggi è stata una buona giornata. Abbiamo migliorato molto la moto. Ci siamo concentrati sul fatto che posso migliorare il feeling con la moto e ci siamo riusciti. Avevamo un buon ritmo ed eravamo abbastanza competitivi. Ma ci sono anche punti che dobbiamo migliorare in Qatar”. Resta ben poco da fare sul motore, la cui specifica 2020 è stata scelta al termine del test dello scorso novembre a Jerez. “Abbiamo lavorato duramente domenica. Al mattino abbiamo iniziato lentamente”, ha detto lo spagnolo. “Volevo provare un time attack, ma la squadra mi ha trattenuto. La sensazione non è ancora la migliore. A volte abbiamo una grande aderenza, a volte nessuna. Oggi è stato importante lavorare su queste cose”.

Problemi di grip al posteriore

Anche se la nuova Yamaha sembra funzionare bene, ci sono alcuni punti che Maverick Vinales vorrebbe migliorare. A cominciare dal feeling con la nuova gomma soft della Michelin. “Le gomme sono difficili da capire. Dobbiamo lavorare su questo e sul setup. Le gomme cambiano molto dal primo al ventesimo giro. All’inizio ho anche avuto difficoltà a frenare, ma questo aspetto è migliorato nel corso dei tre giorni di prova”.

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La velocità di punta è migliorata nel prototipo 2020, tanto da potergli consentire, a suo dire, qualche sorpasso anche sui rettilinei. Da qui a Losail l’attenzione sarà puntata specialmente sul grip al posteriore. “Il fatto è che alla fine della scorsa stagione la vecchia moto aveva una configurazione davvero valida per questo problema. Ma ci stiamo avvicinando sempre di più”, ha concluso Vinales, “e questa è la cosa più importante”.

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Lorenzo, Rossi e Vinales (Getty Images)
Lorenzo, Rossi e Vinales (Getty Images)