La banda dei “figli di”: quando il cognome conta più del merito

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Il merito, quello sconosciuto. È ormai una prassi che i figli e i nipoti di piloti importanti si facciano largo nel motorsport a scapito di ragazzi più talentuosi.

Mick Schumacher (Getty Images)
Mick Schumacher (Getty Images)

Potremmo fare un lungo elenco di chi in questi anni è stato promosso dai kart alle formuline soltanto per il blasone del genitore alla spalle e non per le effettive capacità dimostrare, ma per non mettere il dito nella piaga in modo eccessivo ci limiteremo soltanto a qualche esempio. È comunque degno di riflessione il tema che non solo se non si possiede denaro in quantità non si va avanti, ma oggi più che mai se non si ha un papà o uno zio famoso nelle quattro ruote, quasi non si riesce neanche ad avvicinarsi ad una macchina.

I casi più eclatanti dei tempi recenti sono Giuliano Alesi, figurante o poco più in F3 o adesso in F2, capace solamente di qualche sporadico guizzo, ma soprattutto gli Schumacher.

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Il tanto osannato Mick, e bisogna essere onesti a riconoscerlo, non ci fosse stato l’incidente di papà Michael, non avrebbe bruciato così rapidamente le tappe considerato che, dati alla mano, non ha mai fatto vedere grandissime cose, se non qualche vittoria qua e là, per non parlare di suo cugino David, con cui c’è un rapporto che di freddezza è dire poco, fatto esordire a forza in F3 lo scorso fine settembre in Russia e autore di due manche da ultimo della classe.

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Chi frequenta le corse di F1 avrà inoltre avuto l’opportunità di notare come goccia a goccia il “clan” Schumi sia tornato a popolare il paddock, in particolare con una presenza sempre più  pressante della manager del Kaiser Sabine Kehm.

Ma non è finita qui. A partire da questa stagione nella F4 italiana gareggerà un altro pargolo d’arte, ossia Sebastian Montoya, di cui finora si ignorava l’esistenza o quasi, schierato dalla solita Prema.

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Una situazione abbastanza desolante, questa, in quanto molto probabilmente per far andare avanti i raccomandati si sta sacrificando chi ha talento. Viene dunque automatico considerare che per fortuna esiste Max Verstappen, unico assieme alla meteora Nico Rosberg, ad essersi fatto valere rispetto a papà.

David Schumacher (©Getty Images)

Chiara Rainis