Andrea Dovizioso chiude solo quattordicesimo i test MotoGP a Sepang: ma, più che il risultato, a preoccupare il pilota Ducati sono le gomme Michelin

Andrea Dovizioso sulla Desmosedici nei test MotoGP di Sepang (Foto Ducati)
Andrea Dovizioso sulla Desmosedici nei test MotoGP di Sepang (Foto Ducati)

Se la Ducati, nel suo complesso, può tutto sommato sorridere grazie ai risultati dei suoi piloti satellite (Pecco Bagnaia quarto, Jack Miller ottavo) e di Danilo Petrucci, sesto, il grande assente di questa tre giorni di test pre-campionato MotoGP a Sepang si chiama Andrea Dovizioso.

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Mai vicino alle prime posizioni, oggi Desmodovi non è riuscito ad andare oltre la quattordicesima posizione. Davvero troppo indietro, persino per un pilota che notoriamente nelle prove non va alla ricerca del tempo sul giro, e anche tenendo conto che si tratta solo delle prime uscite dell’anno, dunque i riscontri vanno presi ancora con le pinze. “Ci resta ancora un test prima della gara inaugurale della stagione in Qatar”, mette le mani avanti lui. “Sono convinto che la classifica finale di questi tre giorni non rispecchi del tutto quello che succederà poi nel corso del campionato”.

Le gomme Michelin 2020 che non piacciono alla Ducati

Ma un elemento di preoccupazione, per il forlivese, è già emerso, e da tempo: le gomme Michelin per la stagione 2020 non si adattano né al suo stile di guida, né tantomeno alle caratteristiche tecniche della Desmosedici. Anzi, favorendo quelle moto che hanno una percorrenza più scorrevole a centro curva, finiscono per evidenziare ancora di più i limiti storici della Rossa di Borgo Panigale.

“Ho fatto anche alcuni giri insieme a Danilo: il passo è buono, ma il calo della prestazione degli pneumatici è ancora troppo elevato”, racconta Andrea. “Dobbiamo ancora capire come si comporteranno in gara e qui a Sepang, dove le condizioni sono particolari anche a causa delle alte temperature, è davvero difficile fare una valutazione completa”.

Moto migliorata, ma non abbastanza

Dovizioso se ne è accorto fin dagli ultimi test dell’anno scorso, e in questa tre giorni ha cercato di lavorare a suo modo (con pazienza, analiticamente, passo dopo passo) alla ricerca di possibili soluzioni. Qualche miglioramento si è visto, ma la sensazione è che il bandolo della matassa non lo abbia ancora individuato.

“Sono abbastanza soddisfatto del lavoro portato a termine in questa giornata”, conclude. “Questa mattina siamo riusciti a fare diversi giri, migliorando non solo l’assetto della moto, ma anche il feeling con le nuove gomme. Non è stato facile perché ho dovuto adattare il mio stile di guida e all’inizio ho faticato molto”.

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Qualche sorriso di più dall’altro lato del box, quello di Danilo Petrucci: “Sono stati tre giorni molto impegnativi”, conferma il ternano. “Oggi abbiamo lavorato su diverse soluzioni di assetto e, nonostante ci siano ancora diversi aspetti che dobbiamo migliorare, sono comunque soddisfatto perché siamo riusciti ad avere un buon passo e a compiere un altro passo in avanti. Mi sono confrontato molto con Andrea e abbiamo individuato degli aspetti che ci saranno sicuramente utili in gara. Dobbiamo ancora comprendere come sfruttare bene le nuove gomme, ma abbiamo ancora il test in Qatar per portare a termine il nostro lavoro”. Con la speranza che una pista diversa, storicamente più adatta alla Ducati, possa portare sensazioni migliori.

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Danilo Petrucci ai box nei test MotoGP di Sepang (Foto Ducati)
Danilo Petrucci ai box nei test MotoGP di Sepang (Foto Ducati)