Il famoso vignettista satirico Badiucao, di origini cinesi ma emigrato in Australia 10 anni fa, è riuscito ad eludere la censura del governo mandarino e pubblicare il “Diario di Wuhan” in cui raccoglie agghiaccianti testimonianze sul nuovo coronavirus.

Diario di Wuhan (foto dal web)
Diario di Wuhan (foto dal web)

Il vignettista Badiucao avrebbe gettato ulteriore benzina sul fuoco in relazione ai presunti occultamenti di informazioni da parte della Cina sull’epidemia da nuovo coronavirus. Il noto disegnatore, emigrato in Australia 10 anni fa dal paese del Dragone, è riuscito ad aggirare la censura del regime ed a raccogliere alcune testimonianze di soggetti residenti nel centro-focolaio di Wuhan, pubblicandole in quello che ha ribattezzato come “Diario di Wuhan“.

Coronavirus, Badiucao pubblica il “Diario di Wuhan”: testimonianze agghiaccianti

Sulle presunte omissioni di informazioni da parte del governo cinese circa il nuovo coronavirus si aggiunge un’ulteriore testimonianza, o meglio testimonianze. Già perché stando all’intervista de La Stampa al famoso vignettista satirico Badiucao è emerso che quest’ultimo avrebbe pubblicato il cosiddetto “Diario di Wuhan“, ossia una raccolta di racconti rilasciatigli da alcuni residenti della città-focolaio. Il disegnatore, residente in Australia da 10 anni, sarebbe riuscito ad eludere la censura del regime e permettere a numerosi soggetti di raccontare storie che diversamente non sarebbero mai state rese note. Badiucao ha proposto in rete una piattaforma in grado di raccogliere le testimonianze dei residenti di Wuhan: il disegnatore è stato contattato in privato da numerose persone, le quali gli hanno anche fatto pervenire le chat intercorse con i propri familiari che lui ha poi ripubblicato in forma anonima. Le narrazioni sono agghiaccianti, parlano di suicidi, di posti non sufficienti negli ospedali, di terrore e di carestia:

C’è stato un suicidio ieri, si dice che era un paziente ‘diagnosticato’ non ammesso in ospedale perché non c’era posto. Aveva paura di contagiare sua moglie e suo figlio se fosse tornato a casa“, questa una delle tante testimonianze pubblicate nel “Diario di Wuhan” ovviamente censurato in Cina. Ed ancora, avrebbe riportato Badiucao: “Chi vive nelle città in quarantena vive nella paura. Non sa cosa sta succedendo né si sente al sicuro. C’è carenza di tutto, soprattutto di medicinali, mascherine e guanti protettivi. Anche le verdure scarseggiano” sottolineando il fatto che il nuovo coronavirus sta avendo nefaste ripercussioni su tutto il sistema. Il vignettista, sentito da La Stampa, ha aggiunto che tutti i dati ad oggi noti sul nuovo coronavirus in Cina sarebbero incompleti: “Siccome non ci sono abbastanza test diagnostici, dottori e posti letto tutto ciò che sappiamo si basa su dati incompleti. Non c’è modo di capire qual è la situazione né come potrebbe evolvere. Ci sono diverse prove che il governo fosse a conoscenza della situazione almeno una settimana prima di quando ha deciso di chiudere la città di Wuhan“.

A margine della sua intervista a La Stampa, Badiucao ha aggiunto: “Le persone della regione di Wuhan sono messe all’indice senza ragione. La gente è nel panico e nei singoli si attiva un istinto barbaro che li porta a denunciare anche il proprio vicino di casa. È come durante la Rivoluzione culturale: siccome non so chi è il mio nemico, è meglio se colpisco per primo“.

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(Getty Images)