Morte Hubert, perché nessuno è colpevole (a differenza del caso Bianchi)

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Terminata l’indagine della FIA relativa all’incidente di Spa risultato fatale al francese Anthoine Hubert. Ecco le differenze con il caso di Jules Bianchi.

Anthoine Hubert, lo sfortunato pilota morto in un incidente in Formula 2 a Spa-Francorchamps (Foto Lat Images/F2)
Anthoine Hubert, lo sfortunato pilota morto in un incidente in Formula 2 a Spa-Francorchamps (Foto Lat Images/F2)

Sebbene le due situazioni siano oggettivamente diverse, è impossibile non pensare al pilota di Nizza quando si parla del 22enne in forza in F2 scomparso lo scorso 31 agosto sul circuito belga nel corso del secondo giro della gara del sabato.

Un minimo di parallelismo tra i due tragici eventi non può che sorgere spontaneo alla luce della sentenza della Federazione che, dopo attenta analisi, ha così archiviato la faccenda: “Non è stata individuata una singola causa specifica, bensì molteplici fattori che ne hanno determinato la gravità. L’indagine, inoltre, non ha trovato prove che i piloti coinvolti non abbiano reagito in modo appropriato all’esposizione delle bandiere gialle o alle circostanze createsi in pista“.

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In pratica esattamente l’opposto rispetto alla sentenza post Giappone 2014, ovvero quel GP disputato sotto il diluvio universale che costrinse Bianchi in coma per nove lunghi mesi prima che i suoi genitori accettassero di staccare la spina. Allora si disse che per la foga di mettersi in mostra sul bagnato, il pupillo di casa Ferrari non rallentò a sufficienza non rispettando a dovere le bandiere gialle.

Un’affermazione, questa, mai accettata da mamma Christine e papà Philippe, che con la Federazione ingaggiarono una lotta giudiziaria finita nel nulla.

E’ probabilmente con quella vicenda in mente, trascinatasi avanti per diverso tempo, che i federali, hanno optato per non biasimare nessuno nel caso del botto che quest’estate ha visto protagonisti Hubert, Juan Manuel Correa, Giuliano Alesi e Ralph Boschung. In pratica, per evitare polemiche e strascichi, si è giunti alla tesi che si è trattata di una mera sequenza di sfortune. Un effetto domino brutale che purtroppo per il transalpino si è concluso nel peggior modo.

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Jules Bianchi (©Getty Images)

Chiara Rainis