La FIA ha completato le proprie indagini sul terribile incidente che ha portato alla morte di Anthoine Hubert a Spa in Belgio.

Hubert (Getty Images)
Hubert (Getty Images)

A distanza di qualche mese il dipartimento di sicurezza della FIA ha terminato le proprie indagini sul terribile incidente che ha tolto la vita a Hubert. Il risultato ha portato alla luce che non c’è stata una singola causa che ha scatenato il dramma. Da un’attenta analisi sono stati individuati vari fattori scatenanti.

Sempre secondo le indagini condotte dalla FIA è stato ritenuto che l’intervento dei commissari in quel frangente è stato rapido e tempestivo, quindi anche in quel caso non vi è nulla che si possa imputare ad errore umano per quanto concerne ciò che poi è successo.

In particolare l’indagine si è concentrata sulle quattro vetture protagoniste dell’incidente: Hubert, Correa, Giuliano Alesi e Boschung. Tutto l’incidente è durato 14,6 secondi. A quanto pare Alesi avrebbe perso il controllo della vettura a causa della perdita di pressione nel pneumatico posteriore destro. A quel punto Boschung e Hubert si sono spostati d’istinto nella via di fuga della curva 4, il primo però ha rallentato più bruscamente rispetto al primo venendo poi colpito dal francese.

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Soccorsi precisi

Hubert a quel punto ha impattato contro le barriere con un angolo di 40° rimbalzando poi nuovamente in pista. Il francese è stato poi centrato in pieno da Correa che in quel momento viaggiava a 218 km/h con una forza d’impatto tra i 65,1 g e 81,8 g. L’intervento del personale medico in pista è scattato 12 secondi dopo l’incidente di Alesi. La prima valutazione delle condizioni di Hubert è avvenuto 54 secondi dopo l’esposizione della bandiera rossa.

Per quanto concerne Correa, invece, sulla sua auto è esploso un incendio a causa della perdita di benzina. Le fiamme sono state spente in 2 secondi. I medici hanno potuto valutare le sue condizioni 69 secondi dopo la bandiera rossa. La prima squadra specializzata nell’estrazione dei piloti dall’abitacolo infine è arrivata 2 minuti dopo l’impatto. Insomma, nonostante la tragedia, bisogna sottolineare l’efficienza del circuito belga.

Antonio Russo

Anthoine Hubert (Getty Images)
Anthoine Hubert (Getty Images)