Achille Lauro omaggia David Bowie: il messaggio dietro la sua esibizione

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Canta “Gli uomini non cambiano” stando non uno, ma tre passi dietro ad Annalisa, con lo sguardo basso e il senso di colpa impresso sul suo viso truccato. Il gioco di luci sul viso di Annalisa fa sembrare che stia piangendo. Così Achille Lauro è salito sul palco di Sanremo ieri sera, travestito da David Bowie con l’intenzione di omaggiarlo e mandare un messaggio: “Ziggy Stardust, uno dei tanti alter ego di David Bowie. Anima ribelle, simbolo di assoluta libertà artistica espressiva e sessuale e di una mascolinità non tossica” scrive Achille sul suo account Instagram. C’è chi nella sua esibizione ci ha visto l’ennesimo tentativo di attirare l’attenzione, c’è chi invece ha saputo guardare oltre e ha letto il messaggio che ha voluto lanciare con questa sua seconda serata all’Ariston.

“Sono stato anch’io bambina, di mio padre innamorata” canta Achille, mandando totalmente in crisi i bigotti e i retrogradi che stanno seguendo questo Festival. Non è un segreto che Achille stia lottando da anni contro la mascolinità tossica e gli schemi patriarcali. È stato lui stesso a raccontarlo nel suo libro intitolato: “Sono io Amleto”:

“Cinquantenni disgustosi, maschi omofobi, ho avuto a che fare per anni con ‘sta gente volgare per via dei miei giri. Sono cresciuto con ‘sto schifo. Anche gli ambienti trap mi suscitano un certo disagio: l’aria densa di finto testosterone, il linguaggio tribale costruito, anaffettivo nei confronti del femminile e in generale l’immagine di donna oggetto con cui sono cresciuto.

Sono allergico ai modi maschili, ignoranti con cui sono cresciuto. Allora indosso capi di abbigliamento femminili, oltre che il trucco, la confusione di generi è il mio modo di dissentire e ribadire il mio anarchismo, di rifiutare le convenzioni da cui poi si genera discriminazione e violenza.

Sono fatto così, mi metto quel che voglio e mi piace: la pelliccia, la pochette, gli occhiali glitterati sono da femmina? Allora sono una femmina. Tutto qui? Io voglio essere mortalmente contagiato dalla femminilità, che per me significa delicatezza, eleganza, candore. Ogni tanto qualcuno mi dice: ma che ti è successo? Io rispondo: “Sono diventato una signorina.”

Ci vuole coraggio a salire su quel palco e sfondare i canoni di perfezione che la gente vuole vedere all’Ariston, indossare i vestiti che si vogliono, il trucco che si vuole ed essere se stessi. Questo è quello che sta facendo Achille, che tra le tante critiche ma anche ovazioni in questi giorni sta facendo sicuramente parlare di sé. Non c’è una via di mezzo, o lo si ama o lo si odia. Sia sul web che in televisione non capiscono tanto astio verso un comportamento che abbiamo già visto adottare in passato da grandi come Renato Zero, lo stesso David Bowie e tanti altri che hanno fatto la storia.

Quello di Lauro con Gucci è un esempio di progetto/show in grande. Unico, come da tanti anni non se ne vedevano nel nostro Paese. Sono look che raccontano una storia chiara, forte d’impatto, messaggi sottili e allo stesso tempo semplici e importanti che riesce ad afferrarli soltanto chi è capace di guardare oltre. Tra smoking, sorrisi di plastica e frasi ad effetto, Achille sale sul palco e si distingue mettendo in mostra il suo vero essere. A quelli che non lo capiscono e lo giudicano dalla copertina, vittime di una società retrograda e problematica, lui risponde urlandogli in faccia forte e chiaro: “Me ne frego“.

 

La scaletta ufficiale della quarta serata –> LEGGI QUI