Coronavirus, dietrofront degli esperti: c’è una falla negli studi

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Coronavirus, novità importanti sulla diffusione della malattia: gli studi effettuati in merito conterrebbero degli errori

Coronavirus
(Getty Images) 

Emerge il giallo sulla trattazione medica del coronavirus, la malattia infettiva che ha preso piede in Cina e di cui si teme un’epidemia globale. Si apprende infatti che lo studio pubblicato il 30 gennaio sul ‘New England Journal of Medicine’, relativo alle prime 4 persone infettate in Germania, potrebbe contenere una falla. Si sosteneva infatti che il contagio potesse arrivare anche da persone che non presentavano sintomi di infezione. Tuttavia, i ricercatori a quanto pare non avrebbero parlato direttamente con la paziente in questione, una donna d’affari di Shanghai che si era recata a Monaco di Baviera il 20 e 21 gennaio. Le informazioni si sarebbero basate su quanto riferito dai quattro uomini che l’hanno incontrata e che avrebbero poi contratto la malattia. A loro dire, la donna non aveva avuto sintomi, informazione che poi è stata smentita dalla stessa donna, contattata successivamente, che ha confermato di aver avuto dei sintomi mentre era in Germania: stanchezza e dolori muscolari.

Michael Hoelscher del Ludwig Maximilian University of Munich Medical Center, fra gli autori dello studio, spiega: “Ho chiesto all’Autorità bavarese per la salute e la sicurezza alimentare se le informazioni di quella conversazione telefonica richiedessero una correzione dello studio e mi è stato risposto di no”. Tuttavia, Marc Lipsitch, epidemiologo di Harvard, replica: “Non aver parlato direttamente con la paziente sembra una scelta sbagliata, anche se in un contesto di emergenza può capitare di non poter parlare con tutti”. E’ probabile, a questo punto, che la trasmissione asintomatica possa giocare un ruolo minore, anche se non è ancora da escludere.