Il team principal della Yamaha, Lin Jarvis, racconta la trattativa difficile con Valentino Rossi e quella (decisamente più semplice) con Jorge Lorenzo

Il team principal della Yamaha, Lin Jarvis, con il suo pilota Valentino Rossi (Foto Yamaha)
Il team principal della Yamaha, Lin Jarvis, con il suo pilota Valentino Rossi (Foto Yamaha)

“Il mercato piloti della MotoGP è molto aggressivo e competitivo: ci sono sei costruttori pronti a mettere le mani sui migliori talenti. Per questo ci siamo dovuti muovere in anticipo”. Lin Jarvis mette subito le mani avanti, appena prende la parola nella conferenza stampa che fa seguito alla presentazione ufficiale della Yamaha 2020.

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Più che del nuovo modello della M1, si parla del mercato piloti: la sua squadra è infatti reduce da una tre giorni di annunci a raffica, che hanno portato nel team ufficiale Fabio Quartararo a fianco di Maverick Vinales nella prossima stagione, e ingaggiato il collaudatore di lusso Jorge Lorenzo, ma anche tagliato fuori da un futuro in blu Valentino Rossi.

Jarvis forzato ad estromettere Valentino Rossi

Non è stata una scelta semplice, ma quasi obbligata, come mette in chiaro lo stesso Jarvis: “La trattativa con Valentino Rossi è stata difficile”, ammette. “Lui, giustamente, ha voluto prendere del tempo per verificare il suo livello, rimandando la decisione sul suo futuro. Ma noi abbiamo dovuto agire di conseguenza, perché se avessimo atteso altro tempo avremmo rischiato di perdere piloti di talento. Per questo abbiamo blindato Vinales e Quartararo. Non abbiamo potuto assicurare a Rossi un futuro nel team ufficiale, ma lui sa che potrà sempre contare sul pieno sostegno della Yamaha se vorrà continuare”.

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Sciolta la controversia sul Dottore, il boss della Yamaha passa a parlare del rientro in squadra di Por Fuera, anche se stavolta nel ruolo di tester: “Anche il ritorno di Jorge Lorenzo è molto importante dopo la sua vacanza di tre anni”, spiega. “Quando ha annunciato il ritiro abbiamo colto l’opportunità per il 2020, ma anche per il 2021. La sua missione principale sarà quella di portare avanti il lavoro svolto dagli ingegneri e dai collaudatori giapponesi, che proseguiranno come prima. Quando verrà fuori qualche novità promettente, potremo provarla subito su una pista del calendario MotoGP, con un pilota esperto e veloce come quelli titolari”.

Le indiscrezioni hanno rivelato il progetto di schierare Lorenzo anche in gara, come wild card, già dal Gran Premio di Barcellona. Jarvis non lo smentisce, ma per ora nemmeno lo conferma: “Sono un’opzione sia per lui, che per noi. Il suo ruolo e obiettivo principale è quello di sviluppare la moto, e in questo senso anche la partecipazione ad alcuni Gran Premi potrebbe essere utile, su certe piste selezionate. Ma Jorge deve prima sentirsi a suo agio: poi, se sarà veloce come desidera, non escludiamo che partecipi come wild card”.

Una Yamaha 2020 in crescita

Il primo obiettivo di Lin e di tutta la Yamaha resta però quello di rilanciare a livello tecnico una moto risultata troppo spesso al di sotto delle aspettative nelle passate stagioni: “Non c’è stata pausa invernale per noi: sia in Giappone che in Europa abbiamo lavorato sodo, perché nella seconda metà del 2019 siamo cresciuti, ma sappiamo che non è sufficiente. Dopo i test di Valencia e di Jerez abbiamo scelto la strada da intraprendere: i piloti hanno deliberato il motore 2020 e su quella base in Giappone hanno lavorato senza sosta in vista della tre giorni di prove che inizierà domani”.

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I piloti Maverick Vinales e Valentino Rossi con il management Yamaha, Lin Jarvis, Takahiro Sumi e Maio Meregalli (Foto Yamaha)
I piloti Maverick Vinales e Valentino Rossi con il management Yamaha, Lin Jarvis, Takahiro Sumi e Maio Meregalli (Foto Yamaha)