Coronavirus, F1 incerta sul Gran Premio di Cina: “Quando decideremo”

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Ross Brawn anticipa che la situazione è “molto difficile” per il Gran Premio di Cina di Formula 1: decisione attesa entro la prossima settimana

Sebastian Vettel in pista sulla Ferrari per il Gran Premio di Cina di F1 a Shanghai (Foto Clive Mason/Getty Images)
Sebastian Vettel in pista sulla Ferrari per il Gran Premio di Cina di F1 a Shanghai (Foto Clive Mason/Getty Images)

È “molto difficile” l’attuale situazione del Gran Premio di Cina, messo in dubbio dall’epidemia di coronavirus scoppiata nella nazione asiatica. Il primo ad ammetterlo è Ross Brawn, responsabile tecnico per il gruppo americano Liberty Media, organizzatore del Mondiale di Formula 1.

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La cugina elettrica Formula E ha già rimandato a data da destinarsi il proprio ePrix di Sanya, tutti gli altri appuntamenti sportivi sono stati cancellati, e la Shanghai Sports Association ha ufficialmente chiesto alle federazioni di bloccare gli eventi fino al termine del contagio.

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Insomma, anche le sorti della gara del Mondiale a quattro ruote, in programma domenica 19 aprile, sembrano poco favorevoli. L’ipotesi alternativa avanzata da Brawn è quella di un rinvio ad una data successiva in calendario, anche se l’eventualità di uno scambio con il GP di Russia è già stata bocciata dagli organizzatori della corsa di Sochi.

Le rivelazioni di Ross Brawn sul GP di Cina

“Attendiamo notizie degli organizzatori locali per prendere una decisione definitiva”, spiega Brawn ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Tutti gli eventi pubblici e sportivi di marzo sono stati cancellati, e noi siamo a metà aprile. Non vogliamo mettere a rischio nessuno, a cominciare da quelli che devono andare là per primi a preparare. Il limite è tra una settimana, massimo due. Credo ci sia la possibilità che non si faccia ad aprile e che venga magari posticipato più in là nella stagione”.

Intanto, gli addetti ai lavori della Formula 1 continuano a protestare per il numero dei Gran Premi a stagione che continua ad aumentare: “Sì, ma con formato ridotto, si passa da quattro a tre giorni”, sottolinea Brawn. “Quindi il numero complessivo di giorni di gara diminuisce. Così come il tetto dei costi dovrebbe ridurre il numero degli ingegneri”. L’obiettivo dichiarato del campionato resta infatti quello di ridurre i costi: “Stando ai bilanci, Mercedes spende quasi mezzo miliardo di sterline. Noi non pensiamo che sia una situazione buona. E infatti un po’ di anni fa abbiamo avuto anche otto squadre diverse sul podio, mentre l’anno scorso sul podio sono andati solo tre piloti non dei primi tre team. Perché comincino a vedersi gli effetti del tetto ai budget serviranno due o tre anni. E in ogni caso il budget cap da solo non può bastare. Per questo abbiamo ripensato a una più accurata redistribuzione dei premi. Sono provvedimenti di cui abbiamo bisogno, se non vogliamo perdere squadre come è accaduto per la crisi del 2008”.

Ross Brawn, responsabile tecnico di Liberty Media, gruppo organizzatore della F1 (Foto Robert Cianflone/Getty Images)
Ross Brawn, responsabile tecnico di Liberty Media, gruppo organizzatore della F1 (Foto Robert Cianflone/Getty Images)