Coronavirus, simulazione disastrosa: una pandemia da 65mila morti

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Coronavirus
(Getty Images)

Tre mesi fa, la simulazione di una pandemia ha mostrato che un focolaio potrebbe provocare 65 milioni di morti. Un disastro annunciato

Tre mesi fa, la simulazione di una pandemia ha mostrato che un focolaio potrebbe provocare 65 milioni di morti. La simulazione è stata effettuata presso il Johns Hopkins Center for Health Security. Tre mesi fa, infatti, il centro di ricerca di New York ha condotto un esperimento insieme al World Economic Forum e la Bill and Melinda Gate Foundation per dimostrare l’importanza della partnership tra istituzioni pubbliche e enti privati nel far fronte a pandemie globali. Lo studio ha simulato una pandemia di coronavirus immaginario originato negli allevamenti di suini del Brasile e un’espansione in quasi tutti i Paesi del mondo nell’arco di 6 mesi. Secondo l’impressionante simulazione, nell’arco di 18 mesi 65 milioni di persone sarebbero morte. Come ha precisato il John Hopkins Center, l’esperimento e i risultati relativi al numero di vittime non corrispondevano in nessun modo a previsione, ma a una semplice simulazione.

La simulazione disastrosa: lo scenario

Il sito web di Event 201 riporta gli esiti della simulazione disastrosa: “Event 201 è un esercizio di simulazione di pandemia di 3,5 ore che ha simulato una serie di discussioni drammatiche sulla base di scenari, affrontando i difficili dilemmi reali associati alla risposta ad un’epidemia ipotetica ma scientificamente plausibile. Nell’ottobre 2019, il Johns Hopkins Center for Health Security ha presentato un esercizio di simulazione di pandemia chiamato Event 201 con partner, il Forum Economico Mondiale e la Bill & Melinda Gates Foundation. Recentemente, il Center for Health Security ha ricevuto domande sul fatto se la simulazione di pandemia avesse previsto l’attuale epidemia del nuovo coronavirus in Cina. Per essere chiari, il Center for Health Security e partner non hanno fatto una previsione durante il nostro esercizio di simulazione. Per lo scenario, abbiamo modellato una pandemia di coronavirus fittizia, ma abbiamo esplicitamente affermato che non era una previsione. L’esercizio, invece, è servito per sottolineare le sfide di preparazione e risposta che probabilmente sorgerebbero durante una grave pandemia. Non stiamo prevedendo che l’epidemia da 2019-nCoV ucciderà 65 milioni di persone. Nonostante il nostro esercizio di simulazione includesse un finto nuovo coronavirus, gli input che abbiamo utilizzato per modellare il potenziale impatto di quel virus fittizio non sono simili a 2019-nCoV”.

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