Il Professor Giovanni Di Perri, ospite del programma Quarta Colonna condotto da Nicola Porro ha risposto ad alcune domande relative al nuovo coronavirus. Quanto affermato dall’esperto dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino ha fugato numerosi e ricorrenti dubbi circa il contagio.

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(foto dal web)

Nicola Porro, padrone di casa di Quarta Colonna, ha ospitato nella propria trasmissione il Professor Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia. Il professionista ha risposto ad alcune ricorrenti domande riguardanti il coronavirus, sfatando leggende metropolitane e fake news.

Coronavirus, il Professor Giovanni Di Perri risponde a 5 domande ricorrenti durante la trasmissione Quarta Colonna

Intervistato da Nicola Porro, il Professor Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia, ha fugato alcuni dubbi relativi al nuovo coronavirus rispondendo ad alcune domande.

La mascherina serve o non serve?

A livello di popolazione, no. La mascherina è uno strumento professionale. Non serve perché il virus se sta circolando nel nostro Paese, lo sta facendo a bassissimo valore. La mascherina la mettiamo in sala operatoria. Bisogna sempre vedere qual è il rischio: in questo momento in Italia è infinitesimale. Al momento abbiamo solo due casi accertati non sta accadendo nulla“.

I pacchi provenienti dalla Cina sono pericolosi?

Assolutamente no. Il virus si trasmette per condivisione di volumi di aria. Se sono infetto posso sputacchiare particelle leggerissime che restano in aria per 20-30 minuti e nel contesto di congregazione può essere trasmesso“. A margine, in replica al suo intervistatore che ha posto il caso limite di un soggetto colpito da nuovo coronavirus possa starnutire in un pacco diretto in Italia e trasmetterlo al destinatario, ha detto che la circostanza non determinerebbe alcun tipo di contagio.

Il cibo cinese è pericoloso?

“No”.

Il coronavirus è più pericoloso di un’influenza?

Potenzialmente può avere coordinate in futuro di maggior pericolo. Da un caso ne derivano quasi 3. è un’infezione altamente contagiosa. La Sars nel 2003 ha fatto 8.000 casi confermati con mortalità del 10% ora con il nuovo coronavirus è del 2%. La spagnola ebbe una mortalità elevatissima, vero sì solo del 5%, ma ha fatto dai 20 ai 100 milioni di morti. Il problema è quanto si diffonderà“.

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Giovanni Di Perri (foto dal web)
Giovanni Di Perri (foto dal web)