Appello di un ristoratore contro la decisione del Comune che lo penalizza: “Costretto a licenziare i miei dipendenti, così non posso guadagnare”

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(foto dal web) 

Bufera a Torino, per il giro di vite imposto dall’amministrazione Appendino ai dehors dei ristoratori. I proprietari però non ci stanno e chiedono aiuto agli avvocati. Imposta la chiusura delle strutture irregolari, proliferate negli anni a causa di una legislazione facilmente aggirabile. La lotta all’occupazione del suolo pubblico con tavolini irregolari porta però come effetto collaterale quello di mettere a rischio il lavoro dei dipendenti. “Con la chiusura dei miei dehors, dovrò licenziare almeno sette o otto dipendenti – afferma a ‘La Stampa’ Domenico Muscariello, proprietario di diversi locali nel centro del capoluogo piemontese – Ho dovuto rimuovere qualsiasi protezione dal freddo, il suolo pubblico va pagato. Ma così diminuiscono anche i clienti e senza introiti è difficile fare fronte alle spese. E’ stata fatta piazza pulita di semplici coperture in plastica senza alcun giudizio in merito al decoro. Le regole servono, ma devono essere semplici e adeguate alla situazione. I dehors sono una risorsa, non un male”. Le cifre di un dehors stagionale si aggirano sui 6-7 mila euro, il doppio per un dehors fisso.

Gli fa eco la rappresentante dell’Ascom torinese, la presidente Maria Luisa Coppa: “Troppi ristoratori hanno approfittato della giungla regolamentare del passato, ma bisogna anche tenere conto delle condizioni economiche. I dehors possono migliorare la qualità di vita di una città e gli interventi normativi non considerano i sacrifici economici dei commercianti. Il nuovo regolamento va mediato, semplificandolo e riducendo i costi”.