Il medico e psichiatra Alessandro Meluzzi in un’intervista rilasciata alla redazione de Lo Speciale, per parlare dell’epidemia del coronavirus diffusasi in Cina.

Coronavirus
(Getty Images)

Il coronavirus ha messo in allarme numerosi stati dopo essersi diffuso in Cina ed essere arrivato in Europa.  Il numero dei contagi ed il bilancio delle vittime sale di ora in ora, circostanza che ha costretto molte nazioni a prendere provvedimenti per cercare di arginare l’epidemia. Un’ultima preoccupazione per i paesi europei, soprattutto quelli che si affacciano sul Mediterraneo, compresa l’Italia, è sorta in merito ai migranti che arrivano dall’Africa, continente che secondo alcuni esperti potrebbe divenire luogo di incubazione e trasmissione del coronavirus. Di questo ha parlato il medico e psichiatra Alessandro Meluzzi in un’intervista rilasciata alla redazione de Lo Speciale.

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Coronavirus, il medico Alessandro Meluzzi: “Certamente è stato irresponsabile consentire ad intere comitive di cinesi di viaggiare per l’Italia”

Il medico e psichiatra Alessandro Meluzzi ha rilasciato un’intervista alla redazione de Lo Speciale in merito al coronavirus, il virus sviluppatosi in Cina che ha causato quasi 500 vittime e oltre 24mila contagi mettendo in allarme il mondo intero, Italia compresa, dove sono stati confermati due casi: due coniugi cinesi ora ricoverati presso l’ospedale Spallanzani di Roma. Meluzzi inizialmente ha parlato delle cause che possano aver provocato la diffusione del 2019-nCoV: “Innanzitutto -riporta Lo Specialedobbiamo separare il complottismo dalla semplice ignoranza. Sull’origine di questo virus non sappiamo nulla di concreto. Sappiamo soltanto che tutto è partito da una regione centrale della Cina, che la diffusione del virus potrebbe essere stata favorita dalla vendita di pesce contaminato o di altri animali da noi considerati non commestibili, come serpenti o pipistrelli. Poi c’è chi dice che in quei luoghi c’è anche uno dei laboratori virologi più importanti della Repubblica Popolare cinese. Non è da escludere che quel virus potesse essere effettivamente studiato in quei laboratori e che possa essere entrato in contatto con gli animali suddetti, infettando poi l’uomo. Insomma, ci possono essere stati tanti tipi di contaminazioni“. Sulle possibili soluzioni da adottare per limitare e contrastare l’epidemia Meluzzi ha proseguito affermando: “In primo luogo- riporta Lo Speciale- bisogna isolare i casi come mi pare si sia fatto. Al momento non esiste una terapia e nemmeno un vaccino, auguriamoci che una volta isolato il virus si riesca a trovare l’antidoto, ma non sarà sicuramente possibile disporre di un vaccino sperimentabile, iniettabile e industrialmente prodotto prima di un anno almeno“.

Il noto medico ha poi commentato le parole dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha accusato il governo di essersi mosso in ritardo rispetto all’emergenza: “La mia impressione è che gli apparati sanitari pubblici conoscessero la situazione della Cina prima che fosse resa nota in tutta la sua evidenza. Certamente è stato irresponsabile a mio giudizio consentire ad intere comitive di cinesi di viaggiare per l’Italia pur provenendo da una zona ad altissima contaminazione. Ma ovviamente – aggiunge il noto psichiatra- ci sono sempre interessi economici, geopolitici, consuetudini, c’è la necessità di non spaventare l’opinione pubblica. E poi c’è la paura di dover chiudere i porti che alla fine è l’unica cosa che sembra spaventare il governo“. “Il problema – prosegue Meluzzi nell’intervista a Lo Specialeè che l’Africa è stata già toccata dal virus e lo dimostrano i primi casi che si sono manifestati in Costa d’Avorio e nel Sahel. Ci sono sei milioni di operai e lavoratori cinesi nei Paesi africani, vere e proprie città cinesi impiantate laggiù, proprio nelle zone da cui provengono le migrazioni, e almeno mille aziende che operano nell’Africa nera. E consideri che in Africa non ci sono i controlli sanitari draconiani che abbiamo noi. Immaginate -conclude il dottor Meluzzi- cosa possa significare per gli africani la diffusione del coronavirus. Di fronte a tutto ciò la prima cosa da fare da parte del governo sarebbe bloccare la grande migrazione, cosa che non mi sembra all’ordine del giorno“.

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Alessandro Meluzzi
Il medico e psichiatra Alessandro Meluzzi (foto dal web)