Giorni agrodolci per la Aprilia: se da un lato la nuova moto RS-GP 2020 dà risultati incoraggianti, dall’altro il pilota Andrea Iannone rimane sospeso

Aleix Espargaro sulla Aprilia RS-GP 2020 di MotoGP (Foto dal profilo Twitter di Aleix Espargaro)
Aleix Espargaro sulla Aprilia RS-GP 2020 di MotoGP (Foto dal profilo Twitter di Aleix Espargaro)

Sono giorni a due facce, quelli che sta vivendo la Aprilia MotoGP. Sospesa ai due capi del mondo, su due fronti opposti non solo geograficamente, ma anche nel tenore delle notizie che portano con sé. Da una parte c’è Sepang, teatro degli shakedown del Motomondiale, dove ha fatto il suo debutto assoluto la nuova RS-GP 2020: una moto completamente rivoluzionata, dall’aerodinamica in stile Formula 1 fino al motore quattro cilindri con la V più larga, ad angolo di 90°, come Honda e Ducati.

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Nei primi due giorni di prove a svezzarla è stato il collaudatore Bradley Smith, poi il testimone è passato nelle mani del pilota titolare Aleix Espargaro. E i suoi primi commenti sono stati già inequivocabili: “Dopo venticinque giri, la prima cosa che posso dire è: wow!”, sono le parole raggianti ed entusiaste dello spagnolo, affidate ai suoi account ufficiali sui social network. “Ringrazio la Aprilia per il duro lavoro svolto negli ultimi sei mesi. Sarà un anno divertente!”.

Aprilia promossa, Iannone sospeso

Dall’altra parte c’è Mion, in Svizzera, dove sempre ieri è andata in scena l’udienza davanti alla Corte disciplinare della Federazione motociclistica internazionale, per il caso del presunto doping di Andrea Iannone. E, da queste parti, l’esito provvisorio è stato meno trascinante di quello della pista.

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Al contrario di quanto speravano il Maniaco e il suo team, infatti, la sua sospensione provvisoria è stata confermata, e dunque gli impedirà di scendere in pista nei primi test pre-campionato dei prossimi giorni. Resta in piedi la speranza di una sua assoluzione, anzi, è stata rafforzata dalle prove portate ieri in dibattimento dai suoi avvocati difensori.

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Ma i tempi si allungano: il processo è stato riaggiornato tra dieci giorni, poi ci potrebbero volere fino ad altri 45 prima che venga emessa la sentenza. E, così, alla Aprilia non resta che aspettare, per conoscere le sorti del suo portacolori: “Ci stiamo rimettendo perché non possiamo usare il nostro pilota per testare la nuova moto, che pare nata bene”, lamenta l’amministratore delegato del reparto corse, Massimo Rivola, alla Gazzetta dello Sport. “Confido in una tempistica veloce e vorrei solo che i dati e le prove, che sono negative, prodotti dalla difesa venissero analizzati in modo scientifico”. Tra l’entusiasmo per la moto e l’attesa per il suo pilota, dunque, la Aprilia resta in sospeso. Almeno per ora.

La Aprilia RS-GP 2020 di MotoGP ai box di Sepang (Foto dal profilo Twitter di Aleix Espargaro)
La Aprilia RS-GP 2020 di MotoGP ai box di Sepang (Foto dal profilo Twitter di Aleix Espargaro)